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Civili
sotto il fuoco incrociato

· Attacco delle forze irachene a Mosul ovest ·

Sono sessantamila i soldati inviati da Baghdad per riconquistare la zona occidentale di Mosul, nel nord dell’Iraq, ancora in mano al cosiddetto stato islamico (Is). Lo ha reso noto all’agenzia di stampa Anadolu il generale iracheno Mohsen al Quraishi. La coalizione militare internazionale, guidata dagli Stati Uniti, sta fornendo supporto aereo e d’artiglieria. Al Quraishi ha inoltre sottolineato che anche truppe straniere sono dispiegate sul campo per sostenere l’esercito iracheno.

Offensiva su Mosul (Reuters)

La città sta subendo un vero e proprio assedio che sta mettendo a gravissimo rischio la vita di centinaia di migliaia di persone, tra cui almeno 350.000 bambini intrappolati nella sola parte occidentale. I piccoli rischiano di morire di fame, di essere uccisi dall’Is o dal fuoco incrociato delle parti belligeranti. L’allarme è stato lanciato da Save the Children, l’organizzazione internazionale dedicata dal 1919 a salvare i bambini in pericolo e a promuovere i loro diritti. Le testimonianze raccolte dal personale sul campo raccontano di condizioni drammatiche dei civili intrappolati nella parte occidentale di Mosul e di intere famiglie con bambini uccisi dai combattenti dell’Is mentre tentavano di fuggire. Un testimone sentito dalla Ong, ha raccontato che venti giorni fa alcuni suoi parenti hanno tentato di abbandonare Mosul ovest. Stavano cercando di raggiungere Qayyara, un’area controllata dall’esercito iracheno, ma sono stati catturati dall’Is e uccisi sul posto. «Erano venti persone, tra cui donne e bambini», ha detto. La situazione è critica anche in Siria dove almeno sette persone sono morte in seguito a raid russi e governativi contro quartieri di Damasco controllati dalle opposizioni. 

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22 settembre 2019

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