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Civili siriani come bersaglio

· Numerose vittime di attentati dinamitardi ·

I miliziani conquistano una base militare nel nord-est

 Ancora violenze in Siria dove ieri sette civili sono morti e altri venti sono rimasti feriti per l’esplosione di un’autobomba avvenuta nella strada principale di Al Arman, un distretto di Homs. Alcuni feriti sono in condizioni critiche e l’esplosione ha causato forti danni alle case circostanti.

Un uomo “emerge” dalle macerie dopo un bombardamento (Reuters)

L’Osservatorio siriano per i diritti umani (Ondus) riferisce tuttavia che non è ancora chiaro se l’esplosione sia stata causata da un’autobomba o da un missile.

L’area colpita è abitata da alawiti, la minoranza religiosa musulmana cui appartiene la famiglia del presidente siriano Bashar Al Assad. L’esplosione è avvenuta dopo che le forze del Governo siriano — in una battaglia con i miliziani dello Stato islamico — hanno ripreso il controllo di un giacimento di gas naturale vicino a Homs. Sabato scorso altre due autobombe erano esplose ad Atmeh al confine con la Turchia, provocando nove vittime, e ad Azaz uccidendo sette persone.

E, nel frattempo, i jihadisti dello Stato islamico si sono impossessati ieri di una importante base aerea militare nel nord della Siria dopo scontri durati due giorni che hanno portato alla morte di almeno ottantacinque soldati governativi, molti dei quali passati per le armi dopo la cattura.

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