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Civili a rischio nello Yemen

· Si riunisce il Consiglio di sicurezza dell’Onu ·

Sono sempre più gravi le notizie che provengono dallo Yemen e per affrontare la situazione, il Consiglio di sicurezza dell’Onu si riunisce oggi al palazzo di Vetro a New York. L’incontro, a porte chiuse è stato richiesto dalla Gran Bretagna, riferiscono fonti diplomatiche a New York.

Macerie dopo un bombardamento  a Sana’a (Reuters)

Dall’alba sono ripresi con intensità i bombardamenti della coalizione a guida saudita contro il porto di Hodeida, sul Mar Rosso, nell’ovest del paese, controllato dai ribelli huthi. Secondo fonti concordanti, i raid prendono di mira le difese degli huthi dentro e fuori la città.

Contemporaneamente ai bombardamenti della coalizione, sul terreno sono impegnate forze fedeli al presidente Abd Rabbo Mansur Hadi, internazionalmente riconosciuto e in esilio a Riad, e truppe degli Emirati Arabi Uniti. Circa duemila soldati sono sbarcati a ovest della città dopo aver attraversato il Mar Rosso, provenienti da una base in Eritrea. Altre forze avanzano da ovest e sud, a ridosso dell’aeroporto. Per il momento l’attività del porto, situato 150 chilometri a sudovest della capitale Sana’a, che dal 2014 è in mano ai ribelli, sta continuando a funzionare. Ma sono forti i timori che possa essere bloccato l’afflusso di cibo, combustibili e altri generi di prima necessità da cui dipende la vita di circa due terzi dei 27 milioni di yemeniti. Il porto è anche quello attraverso il quale gli huthi ricevono rifornimenti militari, e questo spiega la sua importanza strategica.

L’Onu e le organizzazioni umanitarie hanno lanciato l’allarme per quello che potrebbe diventare un disastro senza precedenti, perché dal porto di Hodeida passa il 70 per cento degli aiuti destinati a milioni di yemeniti ridotti alla fame.

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19 settembre 2018

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