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Civili a rischio
nella battaglia di Falluja

· Iniziata l’offensiva delle forze irachene contro la roccaforte dell’Is ·

La vita di circa 50.000 civili è a rischio a Falluja, dove ieri l’esercito iracheno, la polizia e le unità paramilitari hanno lanciato un’offensiva mirata a liberare la città dalla presenza del cosiddetto Stato islamico, che l’ha conquistata nel gennaio del 2014. 

A lanciare l’allarme sono le Nazioni Unite, che hanno chiesto «corridoi sicuri» per permettere ai civili iracheni di uscire dalla città evitando i rischi connessi all’operazione militare. «Uno dei problemi è che i civili sono in grave pericolo mentre cercano di fuggire. È importante che abbiano corridoi sicuri che possano usare», ha detto il portavoce dell’Onu, Stephane Dujarric, spiegando che alcuni civili sono già riusciti a lasciare la città e stanno ricevendo assistenza, ospitalità e acqua. Le donne e i bambini sono stati trasferiti in una località a sud di Falluja e gli uomini in una zona centrale della provincia di Anbar per verifiche legate alla sicurezza, ha spiegato il portavoce. Le Nazioni Unite sono «molto preoccupate» per il destino dei civili e stanno mobilitando i propri collaboratori per gestire la situazione e mandare aiuti, ha aggiunto Dujarric. Nel frattempo, l’esercito iracheno ha preso il controllo dell’ospedale giordano di Falluja dopo aver cacciato i miliziani dell’Is dalla struttura. Inoltre, le forze irachene sono riuscite a liberare diverse zone nella periferia della città, incluse alcune fabbriche utilizzate dai terroristi. E, intanto, il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, e il segretario di Stato americano, John Kerry, si sono parlati nuovamente ieri telefonicamente sulla crisi siriana e in particolare sulla proposta di Mosca per operazioni congiunte contro il terrorismo.

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27 maggio 2019

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