Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Civili in fuga

· Da Raqqa e da Falluja per evitare l’offensiva contro le roccaforti dell’Is ·

Decine di persone rinvenute in una fossa comune nei pressi di Palmira

Quasi 300.000 persone sono in fuga da Raqqa, roccaforte in Siria del cosiddetto Stato islamico (Is), in previsione dell’offensiva delle forze curdo-siriane, sostenute dalla coalizione a guida statunitense, per la riconquista della città. Lo ha riferito ieri sera l’agenzia statale turca Anadolu, citando fonti locali. I civili starebbero fuggendo verso le zone di Bab, Manbij, Jarabulus e Cobanbey a nord di Aleppo e Deir El Zor a sud.

Sulle difficili condizioni di vita della popolazione ha riferito ieri sera a Ginevra l’inviato speciale dell’Onu per la Siria, Staffan de Mistura. Se non arriveranno rapidamente aiuti umanitari in Siria «molti civili rischiano di morire di fame», ha detto. Per il mese di maggio l’Onu sperava di poter soccorrere un milione di persone nelle aree sotto assedio, ma solo 160.000 sono raggiunte dagli aiuti. Sia de Mistura, sia il presidente della task force umanitaria dell’Onu in Siria, Jan Egeland, hanno anche sottolineato la necessità di fare di più per la consegna di aiuti e per dare speranza alla popolazione che sta subendo un conflitto iniziato nel marzo del 2011 e costato la vita a circa 400.000 persone.

Nelle prossime ore de Mistura dovrebbe annunciare la data per un nuovo round di colloqui per porre fine al conflitto.

Sul campo si registrano nel frattempo nuovi orrori. In una fossa comune scoperta dalle forze del Governo di Damasco nell’area dell’aeroporto militare della città siriana di Palmira sono stati trovati i corpi di 65 persone. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, si tratterebbe di persone uccise dai jihadisti dell’Is e le vittime sarebbero tutti membri delle forze del Governo e delle milizie alleate.

L’Is ha avuto il controllo di Palmira dal maggio dello scorso anno fino a due mesi fa. L’agenzia di stampa siriana Sana aveva riferito nei giorni scorsi il ritrovamento di 31 corpi con evidenti segni di tortura, precisando che tra le persone uccise alcune erano state decapitate. Ad aprile un’altra fossa comune era stata scoperta a nordest di Palmira con i corpi di oltre 40 persone, donne e bambini compresi.

Nel frattempo, sono almeno 800 le persone che sono riuscite a fuggire da Falluja, nell’Iraq occidentale, da quando le forze della sicurezza irachena hanno lanciato un’offensiva per liberare la città dall’Is, che la controlla dal gennaio del 2014. Lo ha reso noto Lise Grande, coordinatrice umanitaria dell’Onu per l’Iraq, preoccupata per le condizioni dei circa 50.000 civili rimasti intrappolati nella città assediata. «Abbiamo ricevuto informazioni angoscianti sui civili intrappolati a Falluja che stanno cercando disperatamente di fuggire, ma non possono farlo».

Infine, almeno 13 persone sono morte e 29 sono rimaste ferite in una serie di attacchi a Baghdad e in località vicine alla capitale irachena.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

20 marzo 2019

NOTIZIE CORRELATE