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Cintura sanitaria
intorno alla Guinea

· Per prevenire la diffusione della febbre emorragica ebola ·

Il timore di contagio dell’epidemia di febbre emorragica ebola scoppiata in Guinea — e che ha già fatto registrare due casi mortali confermati in Liberia e alcuni sospetti in Sierra Leone — ha spinto diversi Paesi, dell’area e non solo, a mettere in atto una cintura sanitaria alle frontiere terrestri, marittime e aeree, che sono state chiuse o rafforzate nei controlli.

Le autorità del Senegal hanno decretato la chiusura fino a nuovo ordine nei valichi di frontiera con la Guinea nelle regioni di Kolda e Kèdougou, nel sud-est del Paese e rigidi controlli nei porti e negli aeroporti. Il Marocco ha annunciato di aver rafforzato i controlli sanitari alle frontiere, in particolare all’aeroporto di Casablanca. Il ministero della Sanità di Rabat, pur precisando che in Marocco non si registra alcun caso di ebola, ha comunica l’adozione di una sorveglianza medica dei viaggiatori provenienti dai Paesi colpiti. L’Arabia Saudita ha annunciato la sospensione della concessione di visti per il pellegrinaggio alla Mecca ai fedeli che provengono dalla Guinea e dalla Liberia in via preventiva, anche se l’Organizzazione mondiale della Sanità non ha proibito i viaggi e il commercio con i due Paesi.

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26 febbraio 2020

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