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​Cinque giorni per fare chiarezza

· ​Rajoy dà tempo fino a lunedì prossimo al governo catalano per esprimersi sulla dichiarazione di indipendenza ·

Il presidente del governo spagnolo, Mariano Rajoy, è nuovamente intervenuto ieri pomeriggio sulla crisi catalana. Parlando di fronte al parlamento, Rajoy ha detto che la Generalitat ha cinque giorni di tempo per chiarire la sua posizione sull’indipendenza, dichiarata e subito dopo sospesa.

Entro il 16 ottobre il presidente catalano, Carles Puigdemont, dovrà dunque chiarire se effettivamente abbia dichiarato la secessione dalla Spagna. Se risponderà in modo affermativo, il governo gli concederà altri tre giorni per fare marcia indietro. Se ciò non avvenisse, il 19 ottobre sarà attivato l’articolo 155 della Costituzione che prevede la sospensione dell’autonomia regionale.

«Siamo in uno dei momenti più difficili della nostra storia» ha detto Rajoy di fronte al Congresso. «È molto importante che il presidente Puigdemont risponda bene. Si deve fare chiarezza. La Spagna non si spezzerà, finché non lo decideranno tutti i suoi cittadini». Poi si è rivolto al governo catalano: «Non è possibile accettare, presentata nella forma di dialogo, l’imposizione di punti di vista. Tanto meno si può negoziare in merito al complesso della sovranità della Spagna e all’indivisibilità della nazione spagnola. Spetta a Puigdemont decidere se far tornare tutto alla normalità o alimentare la tensione. Non può esserci mediazione fra la legge democratica e l’illegalità». Poco prima dell’intervento di Rajoy in parlamento, il leader del partito socialista, Pedro Sánchez, in una conferenza stampa, ha espresso sostegno alla decisione del governo e ha parlato di un accordo con i popolari per una riforma della Costituzione. Sánchez ha detto che questo accordo prevede l’attivazione immediata di una commissione per la valutazione delle autonomie, che durerà sei mesi. Al termine di questi lavori «si aprirà il dibattito sulla riforma della Costituzione». Sul fronte internazionale, Parigi e Berlino sono tornate ad auspicare il dialogo in favore dell’unità della Spagna.

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