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Cinque anni
per rinascere

· ​È la promessa di Macron mentre si moltiplicano le donazioni per la cattedrale di Notre-Dame ·

 «Voglio che la nostra cattedrale sia ricostruita in cinque anni»: sono le parole con cui il presidente Emmanuel Macron, nel solenne messaggio rivolto ieri alla nazione, ha lanciato un forte appello all’unità. La Francia, ancora profondamente ferita, volge dunque lo sguardo al futuro dopo l’incendio che, lunedì sera, ha devastato la cattedrale di Notre-Dame di Parigi gettando il mondo nello sconcerto. Rendendo omaggio «all’eroismo» di pompieri, poliziotti, personale sanitario, Macron ha detto: «Abbiamo visto questa capacità di mobilitarci e di unirci per vincere». «Siamo un popolo di costruttori, abbiamo tanto da ricostruire» ha sottolineato ancora. Da qui l’invito ai francesi a «diventare migliori» e «a ritrovare il filo del progetto nazionale, un progetto umano». «Mi rivolgerò nuovamente a voi nei prossimi giorni affinché si possa agire», ha proseguito il presidente, che ieri ha rinviato l’intervento previsto in televisione per rispondere alle richieste espresse dai gilet gialli. Intanto, riferisce l’Eliseo, oggi il consiglio dei ministri sarà «interamente dedicato» alla discussione sulla ricostruzione della cattedrale.

La cattedrale di Notre-Dame danneggiata dall’incendio (Reuters)

Prosegue intanto l’inchiesta sulle cause dell’incendio. La procura di Parigi — che ha aperto un’indagine per «distruzione involontaria attraverso un incendio», affidata alla direzione regionale della polizia giudiziaria — ha ascoltato oggi una trentina di testimoni, tra i quali figurano i dipendenti delle società intervenute nel cantiere per il restauro e il personale incaricato della sicurezza della cattedrale. Le audizioni proseguiranno domani.

Parallelamente, mentre si comincia a fare i conti degli ingenti danni causati dall’incendio, corre a ritmi frenetici la gara di solidarietà tra i magnati francesi, e non solo, per finanziare la ricostruzione della cattedrale. In seguito alla mobilitazione generale sono già arrivate importanti donazioni. «Questa mattina eravamo vicini a 900 milioni di euro. Penso che supereremo il miliardo nel corso della giornata». Lo ha detto Stéphane Bern, giornalista e promotore del Loto du Patrimoine, sulle donazioni per la ricostruzione della cattedrale.

A sua volta, il governo ha lanciato una piattaforma su internet per raccogliere fondi. Dal canto suo, il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, vuole sbloccare 50 milioni di euro e organizzare una «conferenza internazionale dei donatori». Nel frattempo si apprende dalla stampa francese che gran parte dei costi per il restauro della chiesa sarà a carico delle casse pubbliche, poiché la cattedrale di Notre-Dame non era assicurata.

Non sono mancate polemiche sia sulla raccolta fondi sia sui soccorsi giunti in ritardo, nonché sui lavori di restauro da cui sarebbe scaturito l’incendio che ha fatto crollare la volta della navata centrale, mentre fortunatamente sono salve le torri e le opere d’arte, che saranno trasferite al Louvre.

Intanto, la Francia ha lanciato in queste ore un concorso internazionale per architetti il cui «obiettivo è ridare alla cattedrale una nuova guglia al passo con le tecniche e le sfide della nostra era», come ha spiegato il primo ministro Édouard Philippe. In conferenza stampa, il capo del governo ha dichiarato che la settimana prossima verrà presentato un disegno di legge in consiglio dei ministri per assicurare un quadro legale per la sottoscrizione nazionale, con garanzie di trasparenza.

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