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Cinquanta persone scomparse nel Mediterraneo

· ​Hanno chiesto soccorso e poi il silenzio: l’allarme lanciato dal Centro Astalli ·

Da ieri sera non si hanno più notizie di un’imbarcazione con circa 50 persone migranti a bordo, tra cui donne e bambini, da cui era partita una richiesta di soccorso. L’ultimo contatto risale alle 22 di lunedì 1 aprile. “Alarm phone”, il sito che i naufraghi hanno contattato, dichiara di aver provato a chiamare i numeri della guardia costiera libica per dare le coordinate dell’imbarcazione ma nessuno ha mai risposto. Secondo quanto dichiarato in un comunicato diffuso dal Centro Astalli, Alarm phone ha segnalato la barca in difficoltà alla sala operativa di Roma che a sua volta ha fornito un altro numero in Libia cui nessuno ha risposto.

«Una notizia gravissima — si legge ancora nel comunicato del Centro Astalli — che si aggiunge a quella dei 41 dispersi in mare dalla scorsa settimana e che nessuno cerca più. Diventa sistematica la violazioni di leggi, convenzioni e norme cogenti per cui non si possono lasciar morire in mare uomini e donne. Chi rischia la vita deve essere salvato sempre indipendentemente dalla storia personale, dall’etnia o dai motivi per cui si trova in pericolo. Si logora altrimenti lo stato di diritto, la civiltà democratica e si mina seriamente un futuro di pace nel nostro continente».

Giovedì prossimo sarà presentato proprio dal Centro Astalli, alla presenza del cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana, il Rapporto 2018 sui migranti e sui rifugiati, che oltre a essere il resoconto di un anno di attività del centro, contiene statistiche e commenti e si presenta come uno strumento per capire quali sono le principali nazionalità dei rifugiati che giungono in Italia per chiedere asilo; quali le principali difficoltà che incontrano nel percorso per il riconoscimento della protezione e per l’accesso all’accoglienza o a percorsi di integrazione.

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