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Cina, Stati Uniti e l'intesa necessaria

· Il vertice presidenziale alla Casa Bianca ·

Le tensioni valutarie dollaro-yuan, le restrizioni all’esportazione di terre rare, la vendita di armi americane a Taiwan e le rispettive posizioni nella crisi coreana. Questi i principali temi in agenda dell'attesissimo incontro tra Barack Obama e Hu Jintao che si svolge oggi alla Casa Bianca. Un vertice Stati Uniti - Cina che per molti analisti è ormai un g2 di fatto: un dialogo tra le due superpotenze mondiali.

Ma il segretario di Stato, Hillary Clinton, ha negato l'esistenza di un asse formato da Stati Uniti e Cina anche se ha ammesso che «le relazioni tra Washington e Pechino sono particolarmente importanti anche se in un frangente critico». Hu, giunto ieri sera a Washington per una visita di quattro giorni, ha partecipato a una cena privata con Obama accompagnato solo dal segretario di Stato e dal Consigliere per la sicurezza nazionale, Tom Donilon.

Oggi l'incontro ufficiale. Obama, consapevole della sensibilità dei cinesi alla forma accoglierà Hu con tutti gli onori. Il presidente cinese troverà alla Casa Bianca anche il gotha dell’imprenditorialità a stelle e strisce: vedrà i capi di Microsoft, Steve Ballmer, di Goldman Sachs, Lloyd Blankfein, di General Electric, Jeff Immelt, di Coca Cola, Muhtar Kent e di Boeing, Jim McNerney. Il presidente cinese è accompagnato a Washington, tra gli altri, dal presidente di Lenovo, Liu Chuanzhi, l’acquirente cinese della divisione pc di Ibm, Lou Jiwei, presidente della China Investement Corporation, Lu Guanqiu di Wanxiang Group e Zhang Ruimin di Haier.

Gli Stati Uniti mantengono alta l’attenzione sullo yuan e hanno ribadito alla vigilia dall’arrivo del presidente cinese a Washington la propria posizione: Pechino — mette in evidenza la Casa Bianca — ha fatto piccoli passi ma deve fare di più per rivalutare la valuta. «Uno yuan più forte — ha affermato il segretario al Tesoro Timothy Geithner — è nell’interesse della Cina, che deve capire come questo sia un grande problema negli Stati Uniti. Non c’è alcune prospettiva ragionevole che lo yuan possa sostituire il dollaro». Il pressing incalzante arriva mentre il Tesoro conferma che la Cina è il primo creditore estero americano con 895,6 miliardi di dollari in novembre, l’1,2 per cento in meno rispetto al mese precedente.

Intanto, per chiarire il clima e le speranze di questo vertice il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha spiegato alla televisione cinese che «apertura e trasparenza» sono due elementi essenziali per stabilire una relazione di fiducia tra Stati Uniti e Cina. «Vogliamo avviare un dialogo aperto con la ricerca di un terreno di intesa e poi appianare i punti di disaccordo», ha spiegato il capo della diplomazia americana, senza nascondersi che «da entrambe le parti vi sono posizioni molto nette. Ma noi auspichiamo che nulla interferisca sulla nostra volontà di continuare a discutere e ricercare un terreno d’intesa».

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