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Nuove misure in Cile
per garantire l’ordine

· Piñera convoca il Consiglio di sicurezza nazionale ·

Il presidente della Repubblica, Sebastián Piñera, ha annunciato ieri una «agenda per rafforzare l’ordine pubblico e salvaguardare la sicurezza dei cittadini», convocando, a seguire, il Consiglio di sicurezza nazionale (Cosena). L’organismo, composto dalle massime cariche politiche e militari dello stato, è stato istituito nel 1980 e riformato poi nel 2005; da allora è la terza volta che viene convocato. Le due precedenti riunioni sono avvenute sempre con Piñera presidente, l’ultima nel 2014, dopo una sentenza dell’Aja in favore del Perú sul confine marittimo col Cile.

«Voglio rivolgere un appello in questi tempi difficili a tutti i poteri dello stato», ha dichiarato il presidente cileno prima di riunire il Cosena. «È tempo di unità e di risolvere i problemi della cittadinanza», ha poi aggiunto, manifestando il proposito di superare la crisi e «ritrovare la pace sociale, il progresso e l’unità di tutti i cileni». Per fare ciò Piñera intende comminare pene più severe per i responsabili degli atti di vandalismo, e la violazione dell’ordine pubblico nelle manifestazioni di protesta e rafforzare e modernizzazione anche i servizi d’intelligence. Verranno presentati dieci progetti di legge in materia di sicurezza e saranno introdotti differenti tipi di reati espressamente legati alle proteste delle ultime tre settimane, dove come confermato dal comandante dei Carabineros del Cile, il generale Mario Rozas, sono scesi in piazza oltre 3 milioni di cileni e sono state arrestate 10.000 persone. Tra le proposte avanzate una legge “anti saccheggi”, una “anti incappucciati” e una “anti barricate”, la creazione di un’unità speciale congiunta di polizia e magistratura con attività investigativa e preventiva e l’istituzione di uno statuto di protezione per le forze dell’ordine.

L’annuncio di Piñera è stato duramente criticato dall’opposizione. Il presidente del Senato, Jaime Quintana, aveva espresso dubbi sulla sua partecipazione alla riunione del Cosena, affermando poi su Twitter, di essersi presentato «solo per la responsabilità della mia posizione». «La sicurezza nazionale non è a rischio né siamo in guerra», ha aggiunto Quintana.

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19 novembre 2019

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