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Cicalone ma non solo

· È morto l’attore Carlo Delle Piane ·

Di certe cose ti accorgi molto tempo dopo averle viste. Succede a noi, capita al cinema. Il cinema ha “visto” Carlo Delle Piane con Vittorio De Sica (1948) che lo volle per interpretare Garoffi in Cuore. Ma di lui si “accorse” Pupi Avati.

Fu il cineasta bolognese infatti che liberò Delle Piane dal sarcofago del caratterista, implacabile abito imposto a chi si ritrova in possesso di un corpo particolare.

Vagava, Carlo, in canottiera per i film di Sordi (lo ricordiamo come Cicalone nel ’54 in Un americano a Roma) esile, piccolo, brutto. Un naso con dietro un ragazzo. Era perfetto per uno come Avati che nella debolezza intuisce sempre qualcosa di vagamente invincibile.

Carlo Delle Piane insieme ad Alberto Sordi nel film «Un americano a Roma» (1954)

Ricordiamo allora Delle Piane attraverso tre film, tre magistrali personaggi che Pupi gli affidò.

Il primo, nel 1983 è il professor Balla di Una gita scolastica che, prima di addentrarsi nell’appennino bolognese con la sua classe invita i ragazzi ad ascoltare la natura, la sua voce a “Sentire l’incanto”. A lui toccherà invece cadere in una specie d’incantesimo. Le gite scolastiche sono il luogo dei primi amori, delle grandi e infinite sbandate per chi non ci vuole. Quella volta non toccò a uno dei ragazzi ma a Delle Piane stesso, goffo e al contempo amorevole professor Balla innamorato di una giovane insegnante anche lei arruolata in quella gita.

Lei lo tradirà, lui le sarà fedele senza mai averla avuta davvero. Come succede nei migliori incantesimi. Questa sua fedeltà gli costerà il posto. Ma ci sono i suoi allievi, alcuni di loro. Il saluto al professore che gli tributano (dalle finestre del Liceo Galvani che fu realmente quello di Avati) è una specie di antesignano “capitano mio capitano” da Attimo fuggente, senza bisogno di salire sui tavoli o fare l’occhiolino.

Nel 1985 è la volta di Festa di Laurea, per quel poco che vale, il preferito di chi scrive.

Anni ’50, Delle Piane è Vanni Porelli, figlio di un fornaio della campagna romagnola, a due passi dal mare.

Una ricca signora bolognese torna nella sua grande villa al mare, e chiama Vanni per ristrutturarla e organizzare una grande festa per la propria figlia prossima alla laurea, la vuole come l’ultima grande festa che si tenne in quel giardino “voglio tutto come allora”.

Vanni è da anni innamorato di quella ricca signora e questa è la sua occasione per farsi “accorgere” di lui.

Strepitosa l’interpretazione di Delle Piane che in questo film è un omino piccolo e volitivo con un unico punto “debole”: è innamorato.

Non solo della ricca (e snob) signora ma anche del suo ingenuo e meraviglioso Nicola (Nik Novecento) circa la cui natura lunare e senza malizia è Vanni stesso che dice «Gli sono grato di essere così». Ferma il cuore il ricordo di Delle Piane di notte, in un giardino di una festa che non ci sarà, in mezzo alla lampadine, “quelle di allora” voleva la signora, quella di allora lui aveva ritrovato per lei e per la sua festa. «Gli innamorati fanno regali» dice quasi a giustificare l’esser in possesso di un cuore.

Ed eccoci al 1986, Delle Piane è il gelido e infido avvocato Sant’Elia in Regalo di Natale, interpretazione che gli valse la Coppa Volpi a Venezia.

L’avvocato è il baro, camuffato da perfetto pollo da spennare, che attenderà al tavolo da poker Diego Abatantuono, per metterlo sul lastrico nella notte di Natale.

L’umanità che Delle Piane riusciva a esprimere attraverso personaggi positivi si trasforma questa volta in una strana e poderosa luce che, talvolta, anche sul volto di un baro cinico e senza scrupoli fa la sua comparsa. E lo illumina.

Come quando Sant’Elia al tavolo da gioco ferma per un istante la partita per raccontare di suo padre ottantenne e dell’unico cinema del suo paese. Un cinema a luci rosse nel quale lui lo accompagna. «Sta scoprendo un’altra faccia della femminilità» è una frase terribile e al contempo di un amore quasi santo, verso un padre rimasto da solo per la notte di Natale.

È andato via ieri, venerdì 23 agosto, Carlo Delle Piane, nato nel 1936 a Campo dei fiori, il più bell’angolo di Roma.

Come se la vita, fin da subito, avesse su di lui una specie di progetto segreto.

Quasi un presentimento.

di Cristiano Governa

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17 novembre 2019

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