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Cibo killer

· L’Oms lancia l’allarme sugli alimenti contaminati ·

Ogni anno, circa una persona su 10 nel mondo (per un totale stimato di 600 milioni) si ammala e 420.000 muoiono dopo aver mangiato cibo contaminato da batteri, virus, parassiti e sostanze chimiche. Lo ricordano l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e la Fao in occasione del primo World Food Safety Day, che si celebra oggi. I bambini sotto i 5 anni sono quelli che sopportano il carico più pesante di questa emergenza, visto che sono il 40 per cento dei malati e ogni anno ne muoiono 125.000. Gli alimenti non sicuri rappresentano anche un ostacolo allo sviluppo dei paesi a basso e medio reddito, che perdono circa 95 miliardi di dollari in produttività per malattie, disabilità e morti premature. La Fao e l’Oms hanno elaborato una nuova guida in cinque punti per dimostrare come tutti siano coinvolti nel processo di garantire cibo sicuro: i governi devono assicurare alimenti cibo sicuri e nutrienti per tutti; gli agricoltori e produttori di cibo devono adottare buone pratiche; gli operatori economici devono garantire che il cibo venga trasportato, conservato e preparato in modo sicuro; i consumatori devono avere informazioni tempestive, chiare e affidabili sui rischi nutrizionali e di malattie legate al cibo; i governi, le istituzioni economiche locali, le organizzazioni Onu, le agenzie di sviluppo, le organizzazioni commerciali, i gruppi di consumatori e produttori e le istituzioni di ricerca devono lavorare tutti insieme a questo scopo. «Non ci può essere sicurezza alimentare — ha osservato il direttore generale della Fao, José Graziano da Silva — senza salubrità alimentare».

La sicurezza degli alimenti è naturalmente legata alla salubrità ambientale e sociale. Basti pensare all’effetto che l’iperproduzione di rifiuti in plastica ha sui mari e quindi sui pesci, anche quelli che comunemente finiscono sulle tavole dei consumatori.

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15 ottobre 2019

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