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Chiusa la rotta dei Balcani

· Slovenia, Croazia, Serbia ed ex Repubblica jugoslava di Macedonia rafforzano i controlli ·

Per la prima volta saranno respinti anche i richiedenti asilo

Slovenia, Croazia, Serbia ed ex Repubblica jugoslava di Macedonia hanno deciso di chiudere i loro confini al passaggio di migranti e rifugiati che non hanno i documenti in regola. La rotta dei Balcani è dunque chiusa. Scatta l’allarme in Italia, che rischia ora di dover fronteggiare un’ondata di profughi senza precedenti. 

Migranti bloccati in territorio greco (Epa)

Il Governo sloveno ha annunciato ieri la decisione di ripristinare le regole di Schengen e quindi di accettare il passaggio di soli 50 migranti al giorno contro i 580 delle settimane scorse. Il passaggio in territorio sloveno sarà quindi impossibile per chi non possiede un documento, un visto o un regolare titolo di viaggio in conformità con le regole Ue. Per la prima volta dallo scoppio della crisi saranno respinti anche i siriani in cerca di protezione internazionale. È la stessa linea seguita a poche ore di distanza da tutti gli altri attori balcanici: Croazia, Serbia ed ex Repubblica jugoslava di Macedonia. La gestione del flusso di arrivi è in tal modo scaricata su Atene: sono oltre 40.000 i migranti e i rifugiati bloccati in Grecia, e tutto lascia pensare che nelle prossime ore la situazione peggiorerà. Appaiono ora molto lontani gli appelli, lanciati solo due giorni fa dal vertice euro-turco di Bruxelles, alla condivisione dell’emergenza e alla solidarietà. La chiusura della rotta dei Balcani è il frutto dell’incertezza della leadership europea, che non ha mai saputo prendere il comando delle trattative con Ankara, definendo una strategia chiara ed efficace, e preferendo invece rinviare le decisioni.

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19 settembre 2019

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