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Chiude
il centro per migranti
sull’isola di Manus

Si aggrava la situazione di profughi e richiedenti asilo del centro di detenzione sull’isola di Manus, in Papua Nuova Guinea. La struttura dell’isola di Manus è stata dichiarata “incostituzionale e illegale” dalla corte suprema di Papua Nuova Guinea e, per anni, le Nazioni Unite e gruppi per il rispetto dei diritti umani hanno denunciato abusi compiuti sulle persone residenti nel campo dell’isola di Manus. Centinaia di richiedenti asilo si rifiutano, a poche ore dalla chiusura della struttura, di lasciarla e si sono barricati al suo interno, avendo timori per la propria sicurezza in caso di abbandono della stessa. Il centro, che opera in un regime simile a quello dell’isola di Nauru, nel sud Pacifico, ospita tutti quei richiedenti asilo che cercano di raggiungere l’Australia via nave. L’Australia non autorizza costoro a sbarcare e li dirotta in strutture come quella dell’isola di Manus, costruite in nazioni confinanti. Il governo di Papua Nuova Guinea ha affermato che l’esecutivo di Canberra ha responsabilità legale, finanziaria e morale sugli ex-residenti della struttura. L’Australia ha quindi fatto sapere che provvederà al mantenimento di queste persone nei prossimi dodici mesi, in attesa di trasferirli (in parte) negli Stati Uniti.

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