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Chiude il campo profughi
greco di Idomeni

· Sempre meno scontato l’accordo sui migranti con la Turchia ·

Avviate le operazioni di sgombero del campo di Idomeni in Grecia, il più grande del Paese. I migranti verranno trasferiti gradualmente verso altre aree organizzate e allestite appositamente.

Per mesi al campo di Idomeni, situato al confine con la Macedonia, hanno trovato rifugio 8400 persone. Ai giornalisti non è permesso l’accesso alla zona. Il portavoce del Governo greco per la crisi dei rifugiati, Giorgos Kyritsis, assicura che la polizia non userà la forza. Intanto, il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, ricorda che l’esecutivo comunitario ha presentato sin dall’inizio «proposte concrete» per non lasciare soli i Paesi del Mediterraneo come Italia, Malta e Cipro. E Juncker poi va oltre lanciando rimproveri a quegli Stati che hanno scelto «la via unilaterale senza una concertazione precedente e sufficiente con le istituzioni comunitarie e gli altri Stati coinvolti». Ma quel che più conta è che Juncker lancia un monito agli Stati, affermando che «un continente di 508 milioni di abitanti, dovrebbe essere in grado di integrare 2 milioni di rifugiati». Al momento, nella questione migranti c’è in ballo l’accordo con la Turchia, che sembra sempre meno scontato. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ribadisce che l’Europa vuole continuare a collaborare con la Turchia nella gestione della crisi migratoria, ma sul rispetto dei principi democratici non farà sconti. Merkel ricorda che «per ottenere la liberalizzazione dei visti, la Turchia deve soddisfare tutte le condizioni» richieste dall’Ue, compreso un ammorbidimento della normativa antiterrorismo. L’obiettivo di Ankara di farcela entro luglio sembra definitivamente sfumato.

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