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Chinati sull’uomo ferito

· ​Messa del cardinale vicario per l’anniversario della Comunità di Sant’Egidio ·

Un rinnovato invito «a lasciare tutto, comprese le reti della nostra quotidianità» — per non venir «meno al gioioso servizio di sentirci fratelli di tutti» e «di chinarci sull’uomo ferito», lavorando come cristiani per la pace, l’incontro, il dialogo e l’autentica fraternità — è stato rivolto alla comunità di Sant’Egidio dal cardinale Angelo De Donatis, vicario di Roma. Il porporato ha celebrato sabato 9 febbraio, nella basilica di San Giovanni in Laterano, la messa per il 51° anniversario di fondazione, che ha concluso il giubileo d’oro del movimento, nato nel 1968 nell’omonima chiesa di Trastevere per iniziativa di un gruppo di studenti romani guidati da Andrea Riccardi. Oggi ne fanno parte oltre sessantamila persone in più di 70 paesi. Tra i tantissimi presenti senzatetto, anziani in difficoltà, disabili e rifugiati giunti in Italia attraverso i corridoi umanitari.

All’omelia il cardinale vicario ha esordito cercando di individuare «per quali ragioni quei giovani romani» che hanno avviato quest’esperienza decisero «di seguire il Vangelo e di non rimanere chiusi nei ragionamenti ideologici o nella rabbia corrosiva che percorreva il finire degli anni Sessanta». E la spiegazione sta nel fatto che la comunità «è nata in preghiera, è cresciuta con la condivisione dell’ascolto della Parola» e «tuttora si nutre — nonostante itinerari e iniziative molteplici — della lode del Signore e della sua misericordia».

In particolare il cardinale vicario ha rilanciato l’attenzione sulla città di Roma: «Sentiamo la necessità — ha detto — di continuare a ricucire il tessuto lacerato e strappato della società, soprattutto in periferia» al servizio dei più poveri, dei “dimenticati”. Da qui la raccomandazione conclusiva: «Siate in questa Chiesa di Roma un segno di unità e di comunione con tutti coloro che sentono la passione per il Vangelo», per «essere strumenti di pace e di fraternità nella città di Pietro assetata di verità e solidarietà».

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20 febbraio 2019

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