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Chieste le dimissioni di Ortega

· Dagli studenti durante il dialogo nazionale in Nicaragua ·

Graffiti nella città nicaraguense  di Monimbó  (Reuters)

Il movimento studentesco nicaraguense ha chiesto ieri formalmente le dimissioni del presidente Daniel Ortega e della vicepresidente, la moglie Rosario Murillo. La proposta è stata appoggiata dai rappresentanti dei contadini e da altri settori della società civile. Victor Cuadras, leader degli studenti, ha sottolineato che intende partecipare al «dialogo nazionale» convocato dal governo esclusivamente per negoziare «la resa» di Ortega. La terza sessione dei colloqui tra le parti si è aperta ieri nella sede del seminario nazionale di Managua. Il dibattito viene trasmesso in diretta dal canale televisivo della Conferenza episcopale del Nicaragua, che è mediatrice e testimone dell’iniziativa politica. «Questo è lo spazio in cui la piazza arriva sul tavolo della trattativa, e noi rappresentiamo la piazza», ha detto Cuadras, che ha chiesto che Ortega si presenti alla prossima sessione del dialogo per rispondere alle richieste della società civile. Secondo gli studenti, inoltre, il governo avrebbe violato la tregua fissata venerdì scorso con un attacco della polizia antisommossa sferrato sabato sera contro la sede dell’Università Politecnica (Upoli), occupata da settimane da giovani oppositori. La situazione rimane molto tesa e secondo la missione speciale del Consiglio interamericano per i diritti umani (Cidh), che ha visitato il paese nei giorni scorsi, sono almeno 76 le persone uccise nella repressione delle proteste antigovernative iniziate un mese fa. Le forze dell’ordine hanno fatto un uso indiscriminato delle armi da fuoco e attuato arresti arbitrari, maltrattamenti dei detenuti e intimidazioni contro i manifestanti, sostiene un rapporto preliminare. Secondo il Cidh la repressione ha causato oltre ai morti 868 feriti.

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24 maggio 2019

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