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Chiesa santa e peccatrice

· Dizionario montiniano ·

Julian Rapp «Church» (2017)

«Sì, chi riesce a cogliere la fisionomia essenziale della Chiesa non può sottrarsi alla caratteristica emozione che la bellezza produce nei nostri animi. È la forma splendida e perfetta che Cristo ha voluto modellare per la sua Chiesa; non indarno san Paolo la definisce nelle linee della bellezza che affascina l’amore» (Paolo VI, udienza generale di mercoledì 5 giugno 1974). La Chiesa, il mistero e insieme la concretezza del luogo, la storia e insieme la sua natura mistica. Corpo e Spirito, limite e redenzione. Esperienza che sconfigge ogni tentazione d’utopia, d’astrazione, d’emotività. La riflessione sulla Chiesa è in Giovanni Battista Montini tra le più profonde e appassionate. Inizia negli anni stessi in cui matura la propria vocazione. Perché ciò che gli accade radica negli abissi del Mistero, ma germoglia e cresce nella terra concreta della Storia, che respira, che ama di un amore che solo può dirsi umano.

La Chiesa, ovvero l’ovile. Così umana e così segnata dalla presenza di Dio. Così segnata dal limite e insieme così vocata alla salvezza e alla redenzione. Gran mistero la Chiesa! Chiesa “società”, “vita”, «un organismo, una storia, un’umanità religiosa. E non è neppure un’umanità perfetta: è santa, per la sua origine, per i misteri che porta con sé, per il suo fine, per il suo compito, per tutto quello che in lei risponde al disegno divino; ma è fallace per tutto quello che di umano, di terreno, di temporale porta con sé. Infallibile nella sua dottrina, è quanto mai fallibile nella pratica della sua dottrina.

di Giacomo Scanzi

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22 agosto 2019

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