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Chiesa
musica e interpreti

· Convegno internazionale in Vaticano ·

Avviata nel 2017 con un convegno sui 50 anni dalla Musicam Sacram e continuata nel 2018 con un incontro sul rapporto tra Chiesa e compositori, la riflessione del Pontificio Consiglio della Cultura sulla musica si concentra quest’anno sugli interpreti. Il «dialogo necessario» tra artisti del suono e fedeli sarà indagato in un convegno internazionale che si svolge dal 7 al 9 novembre presso l’Aula Vecchia del Sinodo, in Vaticano.

I lavori saranno aperti dal presidente del Dicastero, il cardinale Gianfranco Ravasi, con un approfondimento su ermeneutica e interpretazione. Al centro dell’intervento «la complessità e i molteplici volti del momento ermeneutico nell’esperienza teologica dove la Parola diventa Storia». In modo «analogico», anticipa il porporato, «l’interpretazione musicale ha nella comunità un dialogo di voci, di tecniche tradizionali e/o culturali che, in un circolo ermeneutico, costruiscono un ponte di comprensione reciproca tra autori, esecutori e fruitori». «Ciascuna opera e comunità — continua — esige e crea una propria ermeneutica. Ne consegue la vitale ricchezza delle interpretazioni nelle diverse coordinate storico-esistenziali del passato e contemporanee». «Per usare l’espressione del filosofo milanese Luigi Pareyson, sottolinea ancora Ravasi, «l’esecuzione musicale non è copia o riflesso, ma vita e possesso dell’opera». Sullo stesso tema si eserciterà Chiara Bertoglio, pianista, musicologa e teologa, che analizzerà «il “chi”, il “come” e il “cosa” dell’interpretazione, ossia le figure protagoniste dell’esecuzione musicale, le loro relazioni, le modalità con cui esse si esprimono e gli oggetti di queste interazioni».

Ricchissima la lista dei partecipanti a un convegno che nel secondo giorno si concentrerà su «stili, segni, improvvisazione, e vocalità» e si concluderà con «uno sguardo all’interculturalità». Tra gli altri interverranno il musicologo Dinko Fabris, con un focus sull’interpretazione della musica sacra del passato, il gesuita Pino di Luccio, decano della sezione San Luigi della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia meridionale, che si dedicherà a canti, musica e danze in testi delle religioni monoteiste nell’area del Mediterraneo, il vicepresidente dell’International Musicological Society, Egberto Bermudez, che parlerà di musica sacra in Colombia tra il 1550 e il 1950, e il compositore Salvatore Sciarrino, tra i più eseguiti al mondo, che approfondirà il tema dell’uso della voce.

Da parte sua il filosofo Massimo Donà, indagando il rapporto tra musica e sacro sottolinerà come «la vera armonia parli sempre e solamente dell’invisibile. Ossia, di quell’eterno che vive sempre e solamente in un presente che è tutto nella negazione in cui consistono tanto il passato quanto il futuro». Previsti inoltre, tra gli altri, gli interventi del compositore polacco Paweł Łukaszewski, dell’organista e direttore musicale all’abbazia di Westminster James O’Donnell, e del preside del Pontificio Istituto Liturgico di Roma, il benedettino Jordi A. Piqué, che parlerà del suono della voce come musica nella liturgia.

di Marcello Filotei

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11 dicembre 2019

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