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Chiesa madre di tutti

· ​L’arcivescovo Montenegro sulla giornata mondiale del migrante e del rifugiato ·

Diffondere una «nuova cultura dell’incontro», una politica «capace di mettere sempre al centro la povera gente» e un’economia che sappia «interpretare l’esigenza della gratuità e della condivisione».

Con questi principali obiettivi la Chiesa in Italia si appresta a celebrare domenica 18 gennaio la giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Lo ha sottolineato questa mattina a Roma l’arcivescovo di Agrigento, Francesco Montenegro, presidente della commissione episcopale per le migrazioni nonché della Fondazione Migrantes, presentando le iniziative per la giornata che avranno il loro apice a livello nazionale nella messa celebrata a Potenza dall’arcivescovo Agostino Superbo. Un’occasione colta da monsignor Montenegro, che verrà creato cardinale nel concistoro di metà febbraio, anche per esprimere la sua personale gratitudine per questa scelta annunciata da Papa Francesco, intesa soprattutto come «un segno di stima all’impegno delle Chiese di Sicilia e della Chiesa italiana per i migranti». Basti dire al riguardo — secondo i dati diffusi da monsignor Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes — che nel 2014 sulle coste del Sud dell’Italia, sono sbarcate oltre 170.000 persone, tre volte il numero degli arrivi nei due anni precedenti. Di questo enorme popolo di migranti, oltre 120.000 sono giunti in Sicilia, di cui 15.000 nella sola provincia di Agrigento e oltre 4.000 sull’isola di Lampedusa.

Soprattutto, però, monsignor Montenegro ha voluto offrire una chiave di lettura al tema della giornata — «Chiesa senza frontiere. Madre di tutti» — indicato nel messaggio scritto per l’occasione da Papa Francesco. «Letta con lo sguardo ai migranti — ha detto il presule — il tema di una Chiesa madre, senza frontiere, diventa anzitutto la necessità per le nostre comunità di condividere il viaggio di molti migranti, oggi anche forzatamente in cammino “con un bagaglio — scrive il Papa — pieno di desideri e di paure, alla ricerca di condizioni di vita più umane”».

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18 ottobre 2019

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