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Chiedete e vi sarà dato

· I volontari della San Vincenzo de’ Paoli di Piombino offrono ogni anno circa quindicimila pasti al giorno ai bisognosi ·

«Lavoriamo in trincea con un unico obiettivo: alleviare le sofferenze di quanti bussano alla nostra porta in cerca di un sostegno e di un conforto»: è quanto sottolinea a «L’Osservatore Romano», Enrico Eleuteri, presidente del consiglio centrale della Società San Vincenzo de’ Paoli di Piombino e responsabile della mensa per i poveri della cittadina toscana. Ospitata nella ex chiesa del Sacro Cuore, in via Landi 39, in un quartiere dove si racchiude l’80 per cento della popolazione più povera e in difficoltà, la mensa gestita dai volontari vincenziani offre ogni anno poco meno di quindicimila pasti giornalieri e cibi da asporto per la cena. E sì, perché chi bussa alla porta, sempre aperta, di questa struttura, oltre a trovare un pasto caldo all’ora di pranzo ha anche la possibilità di portarsi a casa il cibo per la sera preparato dai volontari. «Qui da noi — sottolinea Eleuteri — il povero non deve avere paura di mangiare una sola volta al giorno. Facciamo in modo di preparare un pasto anche per le ore successive. Questo è possibile grazie alla disponibilità degli esercizi commerciali della città». Infatti, dal panificio all’ortofrutta, dal ristorante al supermercato, dal bar alla pizzeria, ognuno regala alla San Vincenzo prodotti alimentari a breve scadenza o che non sono stati venduti il giorno stesso. «Quanto raccolto viene portato in sede dove le nostre cuoche “inventano” il pranzo del giorno, in funzione degli alimenti donati. Assicuriamo un pasto completo caldo per tutti i nostri ospiti, italiani e stranieri, compreso il dolce, sempre donati quotidianamente da bar e pasticcerie locali».

Ogni giorno, dal lunedì al sabato, i volontari vincenziani con i propri mezzi di trasporto fanno il giro delle attività commerciali della città e raccolgono quanto offerto dai titolari. Lo scorso anno sono stati 30.000 i chilometri percorsi e oltre 25.000 chilogrammi gli alimenti raccolti dai negozi e destinati alla mensa. «Ai nostri amici che fruiscono del nostro centro di accoglienza — aggiunge il responsabile della struttura — offriamo anche la possibilità di fare la doccia, consegnando indumenti puliti che raccogliamo con un’altra nostra attività insieme alla Caritas diocesana, con la quale stiamo collaborando intensamente da alcuni anni».

Gli alimenti ritirati quotidianamente dai supermercati e dai singoli negozi si uniscono a quanto fornito dal Banco alimentare della Toscana e al Fondo di aiuti europei agli indigenti (Fead). Per sensibilizzare la comunità locale, i volontari promuovono incontri con i ragazzi delle scuole medie per far comprendere loro che il povero non è solo colui che ha perso il lavoro, ma anche chi ha subito un grave lutto in famiglia, ha una grave malattia, ha dovuto separarsi dal proprio coniuge.

Nella struttura di via Landi si svolgono varie attività, supportate da soci vincenziani e collaboratori e volontari esterni, anche per il numero sempre maggiore di persone bisognose. «L’attività principale della mensa è quella di dare un “rifugio” alle tante persone senza casa, senza famiglia, o con storie personali di grande difficoltà, almeno per il tempo di un pasto caldo che viene loro garantito. Le persone che vengono da noi — spiega Eleuteri — trovano un ambiente accogliente e familiare, si intrecciano conoscenze, a volte anche amicizie durature tra ospiti e soci e volontari, ci raccontano i loro problemi che non sempre riusciamo a risolvere, ma almeno hanno qualcuno con cui parlare, perché crediamo che una parte delle povertà sia quella della solitudine, del non essere considerato perché povero, praticamente evitiamo di farli sentire “invisibili”». Infine, il responsabile della mensa tiene a sottolineare l’attenzione rivolta agli stranieri di fede differente. «Prestiamo molta attenzione alle prescrizioni religiose dei nostri ospiti, nella fattispecie dei musulmani, realizzando piatti differenziati, evitando quegli alimenti che loro considerano impuri. Sebbene il nostro sogno sarebbe quello di poter tenere aperta la mensa anche nei giorni festivi — conclude il responsabile della San Vincenzo — grazie ai nostri volontari il giorno prima delle festività, consegniamo comunque i pasti pronti e il cibo da poter cucinare a casa per chi ha la possibilità di farlo».

di Francesco Ricupero

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