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Chiara e i Papi

· ​La visita di Francesco a Loppiano ·

Dina Figueiredo, «Via Mariae» (chiesa Maria Theotokos a Loppiano)

Nel messaggio inviato per le esequie di Chiara Lubich, Benedetto XVI scriveva: «Tanti sono i motivi per rendere grazie al Signore del dono fatto alla Chiesa in questa donna di intrepida fede, mite messaggera di speranza e di pace, fondatrice di una vasta famiglia spirituale che abbraccia campi molteplici di evangelizzazione». Evocando «l’ininterrotto legame» di Chiara con i suoi predecessori, da Pio XII a Giovanni XXIII, a Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II, concludeva: «Guida sicura da cui farsi orientare era per lei il pensiero del Papa. Anzi, guardando le iniziative che ha suscitato, si potrebbe addirittura affermare che aveva quasi la profetica capacità di intuirlo e di attuarlo in anticipo».

Un rapporto «da figlia a Padre», così Chiara definirà più volte la sua relazione diretta con i Papi. Coglieva in loro il ruolo del “mediatore”, «ma quando il mediatore ha contribuito ad unirti con Dio, scompare». Paternità e figliolanza, quindi, ma, allo stesso tempo, responsabilità di rispondere al dono fattole da Dio con il carisma dell’unità che passava per la costruzione di un’opera nuova, il movimento dei Focolari.

Chiara non è più su questa terra, ma il rapporto continua tra l’opera che ha fondato e il Papa attuale, Francesco. Nelle sue indicazioni e insegnamenti avvertiamo una grande sintonia e uno sprone a vivere sempre più autenticamente il carisma che Chiara ci ha consegnato. 

di Maria Voce

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24 maggio 2019

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