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Chiamati alla solidarietà

· Nota dei vescovi spagnoli sulla realtà sociale del Paese ·

Madrid, 28. Uomini e donne, anziani e bambini, giovani e adulti, con nomi e volti concreti, «vittime di situazioni di povertà reale, di esclusione sociale, del dramma dell’immigrazione, della precarietà lavorativa e della piaga della disoccupazione, soprattutto giovanile, insieme ad altre carenze non solo materiali, ma anche affettive e spirituali»: sono le persone alle quali è dedicata la nota pastorale Una chiamata alla solidarietà e alla speranza diffusa dalla Conferenza episcopale spagnola al termine dell’assemblea plenaria svoltasi a Madrid. È un messaggio di incoraggiamento e vicinanza in un momento in cui non pochi cittadini spagnoli sono in preda all’inquietudine, alla disperazione, specialmente tra quelli più colpiti dalla crisi economica.

Si tratta di persone alle quali, nonostante l’inizio di una ripresa economica, «non è arrivato il sollievo necessario che riduca la sempre più estesa fascia di disuguaglianza, così come il contributo etico che neutralizzi o che renda impossibile i comportamenti perversi che aggravano questa sofferenza». Per fortuna non mancano «le risposte di solidarietà di migliaia e migliaia di volontari delle nostre diocesi, parrocchie e comunità, che servono in molte istituzioni della Chiesa, in particolare la Caritas, aiutando e prendendosi cura dei più deboli della società», scrivono i presuli. È una Chiesa «al servizio del nostro popolo, soprattutto dei più poveri e svantaggiati».

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