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Chi ha inventato l’Occidente

Secondo gli storici è stato Papa Gregorio Magno, evangelizzatore dell’Inghilterra, il primo a chiamare, in una lettera indirizzata all’imperatore Maurizio nel 595, «Europa» la parte del nostro continente situata a nord del Mar Mediterraneo. Ed è andando a cercare protezione contro gli invasori longobardi, normanni e saraceni presso potenti sovrani franchi e germanici — in particolare Carlo Magno, soprannominato il “padre dell’Europa” — che i Papi, da Zaccaria a Leone xiii, hanno inventato l’Occidente cristiano. 

Sin dall’inizio, il papato è stato dunque strettamente associato all’avventura europea che, per secoli, avrebbe presieduto all’ordine del mondo. Ma non è quell’Europa che la Santa Sede celebra in questo 2017.

L’illuminismo, la Rivoluzione francese, la Primavera dei popoli, la rivoluzione industriale e le due guerre mondiali hanno profondamente sconvolto la geografia, le istituzioni, il diritto, la cultura e le pratiche religiose del continente europeo. I Papi non sono più i sodali degli imperatori, non hanno più stati pontifici da difendere; sono ridiventati capi spirituali preoccupati di trasmettere al mondo i valori del Vangelo: la pace, il perdono, l’amore per il prossimo, il primato dell’uomo, la solidarietà.

È perché l’Europa di oggi è l’erede di questi valori, e non per risuscitare una qualsivoglia cristianità medievale, che i Papi Pio xii, Giovanni xxiii e Paolo vi hanno accompagnato attivamente, dal 1945 al 1978, i primi passi della costruzione europea.

Nel 1945 l’Europa è un campo pieno di macerie. Due terribili conflitti hanno messo l’uno contro l’altro popoli fratelli, eredi della stessa storia millenaria e — come ha detto Benedetto xv nel 1914 — hanno fatto «grondare di sangue cristiano» il nostro continente straziato. Queste due guerre mondiali devastanti, nate nel cuore dell’Europa, hanno ispirato un grido quasi unanime: mai più simili orrori! Il problema era però di sapere su quali basi e con quali mezzi. Forti dell’insegnamento del vangelo, Papa Pio xii e i responsabili cristiani del dopoguerra hanno apportato alle riflessioni del loro tempo uno strumento essenziale: il concetto di “riconciliazione”.

di Bernard Lecomte

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17 ottobre 2019

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