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Chi fugge dalla guerra ha bisogno di tutti

· Appelli dai vescovi del Mediterraneo ·

Per superare la mera assistenza, indispensabile in caso di emergenza, occorre considerare il fenomeno migratorio nella sua globalità, le cause, gli effetti, le conseguenze, e studiare i giusti modi per aiutare le persone migranti. Un fenomeno che comincia a interessare seriamente anche i Paesi dell’Africa settentrionale divenuti «di immigrazione e non più solo di emigrazione e di transito». Bisogna quindi «sensibilizzare l’opinione pubblica su questi temi troppo sovente ignorati o affrontati dai media solamente in caso di drammi terribili come quello di Lampedusa».

L’osservazione — contenuta nel comunicato finale dell’assemblea della Conferenza episcopale regionale del Nord Africa svoltasi a Roma dal 6 al 9 ottobre — trova eco nel messaggio dei vescovi di Sicilia riunitisi nei giorni scorsi a Siracusa per la sessione autunnale, a conferma che il tema dell’emigrazione forzata dall’Africa e dal Vicino Oriente (che si identifica spesso con quello dei rifugiati e dei richiedenti asilo) è sempre più al centro delle preoccupazioni pastorali.

«Questi morti e le migliaia che negli anni sono stati travolti in queste acque — scrivono i vescovi delle Chiese di Sicilia — chiedono verità, giustizia e solidarietà. È ora di abbandonare l’ipocrisia di chi continua a pensare che il fenomeno migratorio sia un’emergenza che si auspica ancora di breve durata».

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21 novembre 2019

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