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Chi difende Dio difende l’uomo

· Famiglia, dialogo e nuova evangelizzazione nel discorso di Benedetto XVI alla Curia romana per gli auguri natalizi ·

«Là dove Dio viene negato, si dissolve la dignità dell’uomo». Mentre «chi difende Dio, difende l’uomo». Prende spunto da questo duplice convincimento il tradizionale discorso del Papa ai membri del Collegio cardinalizio, della Curia romana e del Governatorato durante l’udienza natalizia svoltasi venerdì mattina, 21 dicembre, nella Sala Clementina.

Un incontro che, com’è consuetudine, è stata l’occasione per tracciare il bilancio pastorale di un anno «caratterizzato — ha rilevato il Pontefice — da situazioni travagliate, da grandi questioni e sfide, ma anche da segni di speranza». Tra questi ultimi i viaggi in Messico e a Cuba, dove Benedetto XVI ha vissuto «incontri indimenticabili con la forza della fede, con la gioia per la vita che scaturisce dalla fede». All’insegna della speranza, anche gli altri due viaggi di respiro internazionale compiuti nel 2012 — quello a Milano, per l’Incontro mondiale delle famiglie, e quello in Libano per la consegna dell’esortazione apostolica post-sinodale Ecclesia in Medio Oriente — e il Sinodo sulla nuova evangelizzazione, che ha segnato l’inizio dell’Anno della fede. Occasioni in cui «si sono toccati temi fondamentali del nostro momento storico: la famiglia, il servizio alla pace nel mondo e il dialogo interreligioso, come anche l’annuncio del messaggio di Gesù nel nostro tempo a coloro che ancora non l’hanno incontrato e ai tanti che lo conoscono soltanto dall’esterno e, per questo, non lo riconoscono».

Quanto al primo tema, Benedetto XVI constata che «la famiglia è forte e viva anche oggi», sebbene sia incontestabile la crisi che la minaccia, specie nel mondo occidentale. «Mi ha colpito — ha confidato —  che nel Sinodo si sia ripetutamente sottolineata l’importanza della famiglia come luogo in cui si trasmettono le forme fondamentali dell’essere persona umana. Le si impara vivendole e anche soffrendole insieme. Così si è reso evidente che non si tratta soltanto di una determinata forma sociale, ma della questione dell’uomo stesso». Ne derivano «sfide complesse», come «la questione della capacità dell’uomo di legarsi». Perché con il rifiuto dei legami familiari «scompaiono anche le figure fondamentali dell’esistenza umana: il padre, la madre, il figlio; cadono dimensioni essenziali dell’esperienza dell’essere persona». Insomma, «nella lotta per la famiglia è in gioco l’uomo».

Riguardo al tema del dialogo e dell’annuncio, il Papa mette in risalto come la Chiesa rappresenti «la memoria dell’essere uomini di fronte a una civiltà dell’oblio». Per questo, «nel dialogo con lo Stato e con la società» essa, pur non avendo «soluzioni pronte per le singole questioni», lotta «insieme con le altre forze sociali per le risposte che maggiormente corrispondano alla giusta misura dell’essere umano». Ciò che la Chiesa «ha individuato come valori fondamentali, costitutivi e non negoziabili dell’esistenza umana, lo deve difendere con la massima chiarezza. Deve fare tutto il possibile per creare una convinzione che poi possa tradursi in azione politica». E in tal senso anche «il dialogo delle religioni è una condizione necessaria per la pace del mondo e, pertanto, un dovere per i cristiani e per le altre comunità religiose». Infine un accenno al tema della nuova evangelizzazione, con Benedetto XVI che sottolinea come l’annuncio debba suscitare  la «santa curiosità di conoscere Gesù più da vicino».

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