Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Che ore erano?

· Come si calcolava il tempo prima dell’Ottocento ·

Chiunque si trovi a leggere testi italiani dei secoli passati, specialmente narrazioni del transito dei santi e cronache di conventi, monasteri e province religiose, facilmente si imbatte in orari particolari: monache che si coricavano alle 4 e si alzavano alle 12, funerali che avvenivano alle 24, gente che arrivava nei monasteri alle 2 di notte, eventi che accadevano alle 14 di mattina.

Salvador Dalí«La persistenza della memoria» (1931, particolare)

Errori nei documenti? No: una scansione cronologica diversa da quella oggi convenzionalmente in uso. Anzitutto, “l’ora” non era una unità di durata costante. In sintesi, c’erano quattro possibili schemi di riferimento: le “ore babiloniche” che iniziavano dal sorgere del sole, le “ore italiche” che partivano dal tramonto, le “ore astronomiche” o comuni che si contavano dal mezzogiorno e dalla mezzanotte, le “ore antiche”, la cui durata era diversa a seconda che fosse giorno o notte. Oggi è universalmente in vigore il terzo modo, che nei secoli passati si usava in molte parti d’Europa ma non in Italia, dove era invece diffuso il cosìddetto orario italiano, che contava le ore a partire dal tramonto.

Una testimonianza importante è riportata da Wolfgang von Goethe nel suo Viaggio in Italia; il poeta fu favorevolmente colpito da questo modo di contare le ore tanto diverso da quello tedesco. «Qui, al caldo della notte, è veramente passato un giorno ch’è consistito di sera e di mattina, sono state vissute ventiquattr’ore, comincia un nuovo conto, suonano le campane, si recita il rosario... Questo momento cambia ad ogni stagione, e l’uomo, che qui vive di vera vita, non può sbagliarsi, perché in ogni istante di godimento della vita non si rifà all’ora segnata, ma all’ora del giorno. Se si costringessero costoro al sistema orario tedesco, gli si confonderebbero le idee, perché il sistema che usano è strettamente contesto alla natura in cui vivono». Nonostante l’entusiasmo di Goethe, l’orario italiano cessò verso il 1850, pur continuando ancora negli almanacchi e nei testi agiografici; una traccia l’abbiamo ancora oggi quando contiamo le ore dall’1 alle 24.

di Mauro Papalini

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

19 marzo 2019

NOTIZIE CORRELATE