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​Che mondo vogliamo

· I vescovi francesi sugli stati generali della bioetica ·

  «È in gioco il rispetto dell’essere umano nella sua dignità e vulnerabilità»: è quanto sottolineano i vescovi francesi in merito ai dibattiti degli stati generali della bioetica cominciati il 18 gennaio nel paese transalpino. Un dialogo «voluto dal Governo», si legge in un comunicato del Consiglio permanente dell’episcopato, per «permettere a tutti i cittadini di comprendere i progressi scientifici e tecnici riguardo la bioetica, formarsi una opinione ed esprimersi», nella prospettiva di una revisione della legge del 2011, prevista per la fine dell’anno. Un dialogo a cui, viene evidenziato, «la Chiesa cattolica intende avere il suo posto rispondendo anch’essa alla domanda di fondo che questi stati generali ci pongono: che mondo vogliamo per il domani?».

Si tratta, sostengono i vescovi, di «un obiettivo semplice», ma con «sfide complesse e gravi». Di qui l’invito a diocesi, parrocchie, cappellanie, movimenti, associazioni, famiglie, a «partecipare ai dibattiti con il dialogo per cercare le vie più giuste». Perché, appunto, sono in gioco questioni capitali come la dignità dell’essere umano, soprattutto quando si presenta come debole e vulnerabile. In tal senso, «è anche una questione che riguarda la nostra società nel rispetto per l’antica vocazione della medicina». Si tratta quindi di «sensibilizzare tutti attraverso la spiegazione e la formazione, in modo che la ragione e la fede cristiana fondino insieme una giusta visione dell’umanità», che permetta «di guardare con fiducia al futuro comprendendo il bene della ricerca scientifica e non cedendo alle sirene idolatriche dell’onnipotenza».

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26 febbraio 2018

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