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Che il prodigio sia di breve durata

· Labile discrimine fra gemelli e somiglianze ·

Gemelli, somiglianze. Sono parole gentili, benevole, che servono a definire vicinanza di tratti, prossimità nel sentire. Evocano sfumature, sottotoni, nuances, ombre, confini indefiniti, parvenze, chiariscuri e mezzetinte. Sono termini che si muovono negli spazi incerti e possibili di ciò che è personale e rischia di perderlo. Sono una porta che apre sul mondo dei doppi, degli imitatori, delle copie, delle simmetrie, delle parodie, degli accordi, delle intese e dei patti tra simili ed eguali senza per questo appartenere alla categoria dei sinonimi. Se ne trova applicazione in architettura (le torri gemelle!), in medicina, in biologia e ginecologia (parto gemellare), in astrologia (terzo segno dello zodiaco), nell’abbigliamento (i bottoni gemelli che chiudono i polsini), in anatomia (muscoli gemelli), in meccanica, in politica (gemellaggio tra città).

Per quanto riguarda il mondo arcaico, pagano e biblico, è un mondo ricco di gemelli. A cominciare da Castore e Polluce, i Dioscuri figli di Zeus e Leda, protagonisti di varie imprese tra cui la spedizione degli Argonauti, al termine di una delle quali Castore muore mentre Polluce viene innalzato al cielo. Immortalità che Polluce rifiuta se il fratello deve restare negli inferi. Situazione risolta dall’intervento risolutivo di Zeus che permette loro di restare ognuno, alternativamente, un giorno su due tra gli dei.
Più severa la vicenda dei gemelli Romolo e Remo figli di Marte, esposti sulle rive del Tevere, abbandonati in una cesta alla corrente del fiume. Raccolti e allattati da una lupa, animale caro a Marte, fondano una città, opera al termine della quale l’uccisione di Remo da parte di Romolo imprime alla fondazione di Roma il segno del sacro.
Più appartenente alla sfera dell’intimità familiare la vicenda di Esaù e Giacobbe, figli di Isacco e Rebecca, fratelli gemelli la cui rivalità si manifesta già nel seno materno quando Isacco benedice Giacobbe al posto di Esaù che poi venderà al fratello il suo diritto alla primogenitura in cambio del noto piatto di lenticchie.

Il mondo dei gemelli ci dice che siamo attratti da ciò che è simile, pronti poi a scoprire che l’eguale ci è di ostacolo come quando siamo in due a volere occupare lo stesso spazio di un parcheggio. Se è vera infatti la teoria secondo la quale il desiderio non ha oggetto se non quello suggerito da un modello mediatore, intorno al quale può sorgere una contesa, è meglio affidarsi alle differenze come sosteneva Levi Strauss. L’eguale genera lo skandalon, l’ostacolo, la rivalità, la dipendenza.

di Oddone Camerana 

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24 agosto 2019

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