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Cesellatore di anime

· Per il quinto centenario della nascita di Filippo Neri ·

Cesellatore di anime: è l'immagine scelta da Papa Francesco per rievocare la figura di Filippo Neri nel messaggio inviato al procuratore generale della confederazione dell’Oratorio in occasione del quinto centenario della nascita del fondatore. «Il suo percorso esistenziale è stato profondamente segnato dal rapporto con la persona di Gesù Cristo – ricorda il Pontefice – e dall’impegno di orientare a Lui le anime affidate alla sua cura spirituale; in punto di morte raccomandava: “Chi cerca altro che Cristo, non sa quel che si voglia; chi cerca altro che Cristo, non sa quel che dimandi”».

E da questa esperienza di comunione, prosegue il messaggio «nasceva l’Oratorio, realtà ecclesiale caratterizzata da intensa e gioiosa vita spirituale: preghiera, ascolto e conversazione sulla Parola di Dio, preparazione a ricevere degnamente i Sacramenti, formazione alla vita cristiana attraverso la storia dei Santi e della Chiesa, opere di carità a favore dei più poveri».

In particolare il Papa sottolinea come Filippo Neri, «si dedicò con grande passione al ministero della Confessione, fino alla sera del suo ultimo giorno terreno. La sua preoccupazione era quella di seguire costantemente la crescita spirituale dei suoi discepoli, accompagnandoli nelle asperità della vita e aprendoli alla speranza cristiana». E in questo la sua missione «era favorita certamente dall’attrattiva singolare della sua persona, contraddistinta da calore umano, letizia, mitezza e soavità. Queste sue peculiarità trovavano la loro origine nell’ardente esperienza di Cristo e nell’azione dello Spirito divino che gli aveva dilatato il cuore».

Infine il Pontefice si sofferma sul metodo formativo di padre Filippo, che «seppe servirsi della fecondità dei contrasti: innamorato dell’orazione intima e solitaria, egli insegnava a pregare in fraterna comunione; fortemente ascetico nella sua penitenza anche corporale, proponeva l’impegno della mortificazione interiore improntata alla gioia e alla serenità del gioco; appassionato annunciatore della Parola, fu predicatore tanto parco di parole da ridursi a poche frasi quando lo coglieva la commozione».

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23 agosto 2019

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