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Cerchi concentrici

· Paolo VI, Taizé e l’«Ecclesiam suam» ·

Nell’agosto del 1989, per il venticinquesimo anniversario dell’Ecclesiam suam, la prima enciclica di Paolo VI, mi era stata chiesta una riflessione su quel testo. Avevo evocato la perspicace constatazione della sfida posta alla Chiesa dalla modernizzazione e il sorprendente tono di ottimismo sereno che caratterizza il documento, venendo dalla penna di un Papa dalla natura piuttosto inquieta, e avevo sottolineato la «logica dell’incarnazione» che attraversa tutta l’enciclica come un filo d’oro.

A Taizé, constatando l’interesse svegliato in molti giovani dalla visione di una Chiesa «luogo di comunione e di solidarietà per tutti», siamo convinti che, per le nuove generazioni, l’aspirazione espressa nella Ecclesiam suam non è certo lettera morta. Nel maggio 1978, fratel Roger portò un gruppo dei suoi giovani fratelli, tra cui l’attuale priore di Taizé, fratel Alois, nel sud d’Italia, per vivere un tempo a Bari Vecchia. Martedì 9 prendemmo il treno per tornare a Taizé. Appena arrivati a Roma, apprendemmo la notizia che il corpo di Aldo Moro era stato trovato a pochi passi dal nostro appartamento romano, mettendo fine a un lungo periodo di incertezza ma anche di speranza.

Il giorno dopo partecipammo all’udienza generale del mercoledì nell’aula Nervi. L’udienza fu segnata dal grande dolore di Paolo VI davanti all’orrore dell’uccisione di quell’uomo che era, oltre a uno statista, suo amico personale. Alla fine dell’udienza, il Papa ascoltava l’elenco dei partecipanti e, quando venne pronunciato il nome di Taizé, vedemmo il suo volto illuminarsi con un’espressione di sorpresa e di gioia. Subito, discretamente, abbozzò con la mano un gesto di benedizione.

Ci piace pensare che la nostra presenza inattesa portasse un po’ di consolazione a quell’uomo di Dio che, tre mesi prima della propria morte, stava vivendo un’altra tappa della sua via crucis per «completare – secondo le parole di quell’altro Paolo (Colossesi, 1, 24) — “quello che manca ai patimenti di Cristo nella [sua] carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa”».

fratel John

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20 settembre 2019

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