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Cercatori di pace

· Oggi l’incontro di sessantamila chierichetti con il Papa ·

Hanno tra i tredici e i ventitré anni e si muovono in grandi gruppi per le strade del centro di Roma, equipaggiati con cappellini di ordinanza e bermuda, armati soltanto di bottigliette d’acqua per difendersi dall’afa di questi giorni. Sono i sessantamila chierichetti che nel pomeriggio di oggi, martedì 31 luglio, incontrano il Papa in piazza San Pietro in occasione del loro dodicesimo pellegrinaggio internazionale. Rispondendo all’invito del Coetus internationalis ministrantium (Cim), i primi arrivati hanno già partecipato all’Angelus di domenica scorsa; ma in queste ultime ore le fila di questo esercito pacifico si vanno ingrossando sempre più, con provenienze da ben diciannove nazioni del mondo.

La parte del leone la fanno i tedeschi, con almeno cinquantamila adesioni. Anzi, senza il contributo della Germania i paesi rappresentati sarebbero stati tre in meno, perché — come ha spiegato il presidente del Cim, il vescovo verbita Ladislav Nemet, nel corso di una conferenza stampa svoltasi lunedì 30 — «in tre di essi difficoltà economiche non permettevano alle diocesi di organizzare il viaggio». Comunque, ha aggiunto il presule, «abbiamo lingue differenti, canzoni danze e preghiere di diverse espressioni, ma abbiamo un solo motto». Che si ispira alle parole del salmo 34, 14 «Cerca la pace e perseguila» ed è particolarmente «appropriato per un tempo nel quale tante persone desiderano la pace, ma al tempo stesso tante minacce sembrano comparire all’orizzonte» ha detto. «Il mondo, segnato da populismi e nazionalismi invoca la pace a gran voce e noi vogliamo contribuire a questa causa universale a partire proprio dalle giovani generazioni perché possano vivere un mondo senza muri né barriere», ha concluso.

Illustrando il programma gli organizzatori hanno proposto momenti di preghiera, liturgie, incontri spirituali in varie chiese di Roma che avranno le porte aperte; e anche spazi di svago con gite al mare, una manifestazione di arte di strada denominata “spray and pray” e un appuntamento al buio il 1° agosto per radunare in tre piazze chierichetti di gruppi diversi scelti a caso tramite la rete dei social. Un aggiornamento necessario per restare al passo coi tempi con un’iniziativa che — come ha ricordato Klára Csizár, vicepresidente del Cim — è nata in pieno concilio Vaticano II quando, durante la guerra fredda, si cercò di dare un segno di pace tra paesi dell’Europa allora divisa in due blocchi. E così «Giovanni XXIII ricevette i chierichetti nel 1962».

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