Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

In cerca di una strategia

· ​Oltre 200 profughi soccorsi nel Canale di Sicilia ·

«Proviamo frustrazione e vergogna per i muri che vediamo alzare in Europa. Ma dovremmo provare orgoglio per questa Italia e questa Europa che salvano vite umane». Così l’Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza comune, Federica Mogherini, ha sottolineato ieri la necessità di rafforzare, a fronte di un’emergenza senza precedenti, la missione europea nelle acque del Canale di Sicilia e della Libia. 

Una necessità ribadita anche dal presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, secondo cui «le risposte che alcuni Paesi, anche membri dell’Unione, cercano di dare su base individuale sono spesso inadeguate e miopi». Soluzioni durature «possono essere individuate soltanto attraverso un esame spassionato delle cause alla base del fenomeno e del suo progressivo sviluppo e devono trovare un solido ancoraggio nei valori e nei principi che permeano le nostre democrazie».
Parole che trovano riscontro nella cronaca delle ultime ore. Questa mattina nel Canale di Sicilia sono stati soccorsi due barconi con a bordo rispettivamente 155 e 124 migranti alla deriva.
Intanto, sul piano politico, l’Europa continua a discutere sulla gestione dei ricollocamenti e delle ultime decisioni austriache di costruire una barriera al confine del Brennero. Ieri la Commissione di Bruxelles ha ricevuto una lettera da parte del Governo di Vienna, nella quale il Governo di Vienna cerca di rispondere alle critiche. Le misure preventive al Brennero vengono giustificate sulla «base di analisi di rischio nazionale» con «il chiaro aumento del flusso di profughi via Italia». Le valutazioni infatti mostrano — ha scritto Vienna — «un significativo aumento di migranti lungo la rotta del Mediterraneo centrale».
E sempre ieri, il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, ha presentato un piano per ridurre i flussi di arrivi anche lungo la rotta mediterranea attraverso nuove intese con i Paesi d’origine e di transito, in particolare quelli africani, da finanziare con strumenti innovativi come i bond-Africa. 

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

21 ottobre 2019

NOTIZIE CORRELATE