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Cento morti in un giorno

· Nelle regioni siriane del Ghouta orientale e di Afrin i combattimenti non conoscono tregua ·

Oltre cento civili sono stati uccisi ieri in Siria in bombardamenti che hanno interessato diverse parti del paese devastato da sette anni di guerra. A diffondere il bilancio è stato l’Osservatorio siriano dei diritti umani (voce dell’opposizione in esilio a Londra). Oltre sessanta persone hanno perso la vita a causa dei raid nel Ghouta orientale, sotto assedio delle forze governative dal 2013.

E questa mattina vengono segnalate altre trenta vittime. Ventisette civili sono morti nella regione curda di Afrin, nel nord-ovest del paese, dove dal 20 gennaio scorso è in corso un’offensiva delle forze speciali turche e di milizie loro alleate. «È necessario un cessate il fuoco per tutta la Siria, non limitato a un’area del paese» ha dichiarato l’inviato speciale delle Nazioni Unite Staffan de Mistura affermando che la tregua «non può essere applicata in modo frammentario». Intervenendo in videoconferenza da Bruxelles a un briefing del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, de Mistura ha detto che serve un’efficace azione umanitaria per dare sollievo alle migliaia di civili ancora intrappolati negli scontri. «Il lavoro che abbiamo svolto è sempre stato fatto per il bene del popolo siriano» ha dichiarato il diplomatico italo-svedese, ammettendo però che «in Siria il cessate il fuoco così com’è non può durare a lungo». Finora infatti in Siria è in vigore soltanto una breve pausa umanitaria giornaliera di cinque per permettere la distribuzione degli aiuti umanitari. Da New York il segretario generale dell’Onu, António Guterres, si è detto «profondamente preoccupato per la disperazione mostrata dal popolo che fugge dal Ghouta orientale e da Afrin». In una nota del suo portavoce, Guterres ha sottolineato di essere «molto dispiaciuto che la risoluzione 2401 sulla cessazione delle ostilità non sia stata attuata». Poi si è rivolto alle parti in conflitto: «Esorto tutti a rispettare il diritto internazionale umanitario e a garantire la protezione dei civili». Guterres ha infine invitato il Consiglio di sicurezza «a restare unito e ad adottare misure concrete per porre fine urgentemente a questa tragedia». Intanto, il ministero della Difesa di Mosca, in un comunicato, ha smentito le notizie di bombardamenti russi nel Ghouta. «È un’altra falsa notizia» ha commentato il portavoce del ministero Igor Konashenkov.

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26 maggio 2019

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