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Cento morti in pochi giorni

· L’Omi lancia l’allarme per la ripresa dei viaggi dei migranti dalla Libia verso le coste italiane ·

Joel Millman, portavoce dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim), ha affermato che sono almeno 100 i migranti morti nel Mediterraneo negli ultimi quattro giorni.

Soccorritore aiuta un migrante in mare a largo della Libia (Afp)

Il caso più tragico, qualche giorno fa: ventisei giovanissime nigeriane hanno perso la vita, probabilmente per annegamento, nell’affondamento di un gommone. L’episodio ha destato particolare scalpore e secondo Federico Soda, direttore dell’Ufficio di coordinamento dell’Oim per il Mediterraneo, «la tragedia ha colpito un gruppo di persone particolarmente vulnerabili. È molto probabile che queste ragazze fossero vittime di tratta per sfruttamento sessuale». Secondo un rapporto dell’Onu, infatti, oltre l’80 per cento delle donne nigeriane che sbarca in Italia sono potenziali vittime della tratta. Queste donne, il cui numero è aumentato esponenzialmente negli ultimi anni, sono sempre più giovani e a volte minorenni. Oltre ai cadaveri delle giovanissime nigeriane, sono stati recuperati, in altri episodi nel Mediterraneo, 34 corpi mentre altre 50 persone risultano disperse. Millman ha chiarito come i migranti salvati nelle acque che separano la Libia tra l’Italia, provengono principalmente dall’Africa occidentale, ma sono anche presenti bangladesi, egiziani, marocchini, siriani e libici. Stando ai dati forniti dall’Oim, ammonta a 154.609 il numero di migranti e rifugiati che è giunto in Europa, via mare, dall’inizio dell’anno, e a 2.965 il numero di coloro che hanno perso la vita in mare. Negli ultimi giorni, anche a causa dell’instabilità in Libia, si è registrato un aumento del numero degli sbarchi e ciò rappresenta — dicono numerosi analisti — un’inversione di tendenza rispetto a quanto accaduto nei primi mesi di quest’ anno. 

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17 luglio 2019

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