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Centinaia di jihadisti uccisi nello Yemen

· Truppe lealiste riconquistano la città di Mukalla ·

Le truppe fedeli al legittimo presidente yemenita, Abd Rabbo Mansour Hadi, sostenute dall’appoggio aereo della coalizione guidata dall’Arabia Saudita, sono entrate ieri nella città portuale yemenita di Mukalla, conquistata circa un anno fa da Al Qaeda nella penisola arabica. Lo riporta oggi Al Arabiya. 

Civili tra le macerie di Mukalla (Reuters)

Intanto, nel corso di violenti combattimenti nella città di Kous, nella provincia meridionale di Abyan, tra militari ed elementi di Al Qaeda, centinaia di jihadisti sono rimasti uccisi. Secondo fonti della sicurezza locale, gli scontri sono avvenuti in seguito a una serie di raid aerei condotta nelle scorse settimane dalla coalizione guidata da Riad. «L’operazione si è conclusa nelle prime ore di oggi con la morte di 800 miliziani di Al Qaeda e di alcuni loro dirigenti, e con la fuga di altri» ha annunciato un comunicato delle forze yemenite. Al Qaeda è riuscita a sfruttare il vuoto di potere che si è creato nel Paese arabo a seguito della guerra che da anni vede contrapporsi i ribelli huthi alle trupp governative. La coalizione guidata da Riad sta cercando di frenare l’avanzata dei ribelli che da settembre del 2014 hanno preso il controllo della capitale Sana’a e stanno cercando con ogni mezzo di sottrarre altre regioni al controllo dello Stato centrale. Per porre fine al sanguinoso conflitto sono iniziati nella capitale del Kuwait negoziati tra le parti. E anche se i ribelli huthi hanno rifiutato di condurre colloqui diretti con i delegati inviati dal presidente Hadi, al termine della prima sessione di trattative l’inviato speciale delle Nazioni Unite per lo Yemen, Ismail Ould Cheikh Ahmed, ha parlato di giornata «costruttiva».

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