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Centinaia di arresti negli Stati Uniti

· Nel mirino i migranti illegali mentre in Messico cresce la protesta contro il muro voluto da Trump ·

Centinaia di arresti di immigrati illegali, perquisizioni e rimpatri. Sale negli Stati Uniti la tensione dopo l'annuncio del presidente Donald Trump di un nuovo ordine esecutivo sull'immigrazione con misure sempre più restrittive. Questo mentre nelle principali città messicane centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro la costruzione del muro al confine.

Cartelli a Brooklyn contro l’ordine esecutivo sull’immigrazione (Ap)

Stando ai media, nell'ultima settimana sono stati centinaia gli arresti in un'ondata di raid ordinati dalle autorità che si occupano dell'immigrazione e della sicurezza dei confini. Obiettivo delle operazioni è stato quello di arrestare e rimpatriare immigrati con la fedina penale sporca. Tuttavia — come denunciano in molti — ad essere colpite in queste ore sono anche molte persone senza precedenti per reati. In campagna elettorale Trump aveva promesso di far rimpatriare almeno tre milioni di immigrati illegali e che si sono macchiati di crimini. Per raggiungere questo risultato, la Casa Bianca ha dato ordine al dipartimento per la sicurezza nazionale di rafforzare i controlli. Nel mirino — dicono fonti di Washington — ci sono non solo le persone già condannate dalla giustizia per reati penali, ma anche quelle con reati minori e in alcuni casi anche persone solo sospettate di attività criminali o illegali. Le città dove si sono svolte le principali operazioni della polizia sono state Atlanta, Chicago, New York, Los Angeles, oltre ad alcune aree della North e South Carolina. Attivisti per i migranti affermano che vi sono stati arresti, negli ultimi due giorni, anche in Florida, Kansas, Texas e Virginia del Nord. Tutto questo mentre va avanti la battaglia legale sull'ordine esecutivo firmato da Trump lo scorso 27 gennaio, attualmente sospeso dai giudici federali e in attesa del responso della Corte suprema. Il provvedimento dispone che l’ammissione dei rifugiati negli Stati Uniti sia sospesa per 120 giorni. Nello specifico l'ordine sospende l’intero programma di accoglienza dei profughi siriani: nel 2016 sono stati circa 12500 i siriani entrati negli Stati Uniti. Inoltre, si stabilisce il divieto di ingresso per le persone provenienti da sette paesi a maggioranza musulmana (Iran, Iraq, Sudan, Siria, Libia, Somalia e Yemen) per un periodo di 90 giorni.

Dopo la prima sospensione da parte di un giudice di Seattle, l'amministrazione ha fatto ricorso. La corte di appello federale di San Francisco ha confermato la sospensione. Di qui, l'ultima tappa alla Corte suprema, dove però non è ancora chiaro come l'amministrazione intende agire. Il rischio di un'ulteriore conferma della sospensione sarebbe un colpo molto duro su un tema chiave.

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23 maggio 2018

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