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Celso Costantini e la triplice missione di Pio XII

· Lettera del cardinale segretario di Stato per la pubblicazione del Diario del primo Delegato apostolico in Cina ·

Dalle carte emerge un pontificato aperto alla modernità che sfociò nel Vaticano II

Venerdì 28 maggio, alla Camera dei deputati italiana, è stato presentato il volume curato da Bruno Fabio Pighin Ai margini della guerra (1938-1947) che pubblica il diario finora inedito del cardinale Celso Costantini (Venezia, Marcianum Press, 2010, pagine 640, euro 50). Erano presenti i cardinali Zenon Grocholewski, Bernard Francis Law e Giovanni Coppa, e il vescovo Juan Ignacio Arrieta Ochoa de Chinchetru. Per l'occasione il presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, ha inviato un messaggio e il cardinale segretario di Stato ha scritto, a nome di Benedetto XVI, una lettera al cardinale Ivan Dias, prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, che ha tenuto una relazione pubblicata a fianco quasi per intero. Il testo, qui riprodotto quasi integralmente, è stato letto dall'arcivescovo segretario della Congregazione, Robert Sarah.

Il dono del volume Ai margini della guerra (1938-1947), contenente il diario inedito del cardinale Celso Costantini, pubblicato con la fattiva partecipazione della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, è giunto particolarmente apprezzato al Sommo Pontefice.

Sua Santità ha preso diretta visione dello scritto di questa illustre figura di porporato, che fu segretario dell'importante Dicastero ordinato alla propagazione della fede cattolica, e mi incarica di esprimerle viva gratitudine per aver favorito la pubblicazione di un testo di prima mano, che fornisce preziose informazioni, acquisite per conoscenza ed esperienza diretta, dell'opera gigantesca nell'ambito. della carità, della testimonianza cristiana, della saggezza politica, della risposta alla vastità dei bisogni, che la Sede Apostolica ha realizzato nei confronti di popolazioni, di gruppi etnici, nonché culturali, durante il difficile periodo degli imperi ideologici.

Le carte di un prelato particolarmente vicino al Sommo Pontefice, pubblicate nel voluminoso e accurato libro raccontano le angosce di un'Europa stretta fra opposti e sanguinari estremismi, come pure l'anelito di persone ragionevoli, desiderose di pace, di giustizia e di vera legge, irrorata da venti secoli di civiltà cristiana.

Nel periodo testimoniato dal Diario del cardinale Celso Costantini occorre rilevare il costante, disinteressato e risoluto impegno di Papa Pio XII, della Curia romana e di ogni ecclesiastico, presule, sacerdote, religioso o religiosa per i fini della carità e non certo della propaganda. Favorire la pace, promuovere il rispetto dei diritti universali, sostenere l'equità, evitare il male, offrire rifugio, sovvenire al bisogno, escludere la partecipazione alle passioni politiche violente: queste sono le esigenze che monsignor Costantini — collaboratore e vero amico di Papa Pacelli — ha giornalmente registrato nelle sue memorie con grande accuratezza e dovizia di particolari.

Fra queste, Sua Santità ha rilevato le seguenti parole, annotate, il 26 dicembre 1941, da monsignor Costantini dopo aver sottolineato, ripetute volte, la grande attenzione e azione di Papa Pacelli verso tutti, in particolare verso i più bisognosi e perseguitati: in Pio XII vi è «una triplice missione sempre provvidenziale, ma specialmente in questi anni in quibus vidimus mala: quella di Maestro, di Giudice, di Padre (...) L'attività del Sommo Pontefice, invece di diminuire e quasi chiudersi in un lutto desolato, si è prodigiosamente moltiplicata».

Signor cardinale, le memorie private del cardinale Celso Costantini non trattano esclusivamente — pur se con grande e giusta indignazione — la tristissima sorte di popoli e di categorie di persone soggette ai più inumani destini. Le carte pubblicate grazie alle fatiche e alle premure di monsignor Bruno Fabio Pighin parlano anche dell'instancabile e generosa opera evangelizzatrice della Chiesa, della sua profonda e articolata riflessione teologica che sfociò nel concilio ecumenico Vaticano II, dell'approccio culturale, sociale, politico del papato di Pio XII nei riguardi della modernità. Si tratta, perciò, di scritti altamente significativi e utili.

Il Santo Padre, mentre auspica che esse siano vagliate con spirito equanime e adeguato, desidera manifestare nuovamente il Suo vivo apprezzamento per l'iniziativa, considerandola un valido contributo alla verità storica.

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