Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Celebrazioni di ringraziamento
in piazza San Pietro e a San Carlo al Corso

La sua «vita è stata una continua obbedienza al Vangelo di Gesù: per questo è stato amato». Con commozione il cardinale Angelo Comastri, arciprete della basilica vaticana, ha ricordato stamane, lunedì 28, san Giovanni Paolo II durante la messa di ringraziamento per la canonizzazione. Davanti alle migliaia di fedeli, soprattutto polacchi, che hanno affollato piazza San Pietro, il porporato ha presieduto l’eucaristia rievocando, all’omelia, i grandi momenti del pontificato di Karol Wojtyła. Dapprima ha indicato alcuni insegnamenti che scaturiscono dalla santità di Giovanni Paolo II.

In particolare, il suo coraggio di «dire apertamente la fede in Gesù in un’epoca di “apostasia silenziosa da parte dell’uomo sazio, che vive come se Dio non esistesse”», così come la sua audacia nel «difendere la famiglia, che è un progetto di Dio scritto a chiare note nel libro della vita». Un impegno, quest’ultimo, portato avanti mentre stava propagando «confusione e pubblica aggressione verso la famiglia, nel tentativo folle di scrivere una anti-genesi, un controprogetto del Creatore».

Papa Wojtyła, ha aggiunto il porporato, ha avuto anche il coraggio di difendere «la vita umana — e tutta la vita umana — in un’epoca in cui si sta diffondendo la cultura dello scarto, come più volte si è espresso Papa Francesco». La passione per la difesa della vita, ha ricordato, «divenne un autentico urlo nella valle dei Templi, presso Agrigento».

La messa di ringraziamento per la canonizzazione di Giovanni XXIII è stata celebrata nella chiesa dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, dove Angelo Giuseppe Roncalli fu ordinato vescovo nel 1925. A presiederla è stato il cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo emerito di Milano. Momento centrale della celebrazione, la lettura da parte di monsignor Beschi, vescovo di Bergamo, della lettera scritta a Papa Francesco in segno di riconoscenza per la decisione di proclamare santi il Pontefice bergamasco e quello polacco. «Benediciamo il Signore — ha detto il presule — per il dono della santità di Papa Giovanni XXIII e di Papa Giovanni Paolo II. La proclamazione di questo dono davanti alla Chiesa e al mondo alimenta la speranza che scaturisce dal Vangelo e da coloro che lo testimoniano in modo luminoso». Allo stesso tempo, ha aggiunto, «ci sprona a ricercare, appassionatamente e con intima gioia, di raccogliere la seminagione del Vangelo che avviene attraverso i suoi testimoni e di coltivare quanto è stato seminato nella vita di ciascuno di noi, nella sua specifica vocazione e missione e nella vita di tutte le nostre comunità».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

15 novembre 2019

NOTIZIE CORRELATE