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C’è una chiamata per te

· Chiese d’Europa e crisi delle vocazioni ·

Tienes una llamada, c’è una chiamata per te. «In qualunque momento puoi ricevere la chiamata più importante che tu abbia mai ricevuto»: è la «chiamata del “capo” più influente del mondo», e che può «cambiare la tua vita e quella di tanti altri». È l’originale e simpatica immagine scelta dalla Conferenza episcopale spagnola per il tradizionale messaggio diffuso in vista della giornata mondiale di preghiera per le vocazioni di domenica 22 aprile. Il «capo», viene spiegato in un video realizzato per l’occasione dal servizio episcopale per le vocazioni, guida una «compagnia che ha succursali in tutti gli angoli del pianeta» e «ci sono tanti posti liberi»; c’è un «ambizioso business plan che ha effetti su tutta la società» e può «cambiare la vita di milioni di persone». Per lavorare con lui «serve una cosa sola: essere coraggioso». Di qui l’invito: «Se ti chiama, non esitare: rispondi alla chiamata».

«C’è una chiamata per te» è il titolo scelto dall’episcopato spagnolo per la campagna di sensibilizzazione lanciata in vista della giornata mondiale. Un titolo che ben si armonizza con il tema — «Ascoltare, discernere, vivere la chiamata del Signore» — dettato da Papa Francesco nel messaggio scritto in preparazione alla giornata del 22 aprile. Un messaggio, quello pontificio, che fin dalle prime battute è proiettato verso il sinodo dei vescovi del prossimo ottobre dedicato ai giovani, al loro rapporto con la fede e, appunto, al discernimento vocazionale.
Su giovani e vocazioni si è lungamente soffermato nella prolusione pronunciata in occasione della recente plenaria dell’episcopato spagnolo il cardinale presidente, l’arcivescovo di Valladolid, Ricardo Blázquez Pérez, che con estremo realismo non ha mancato di evidenziare le difficoltà. «Se, alcuni decenni fa, l’abbondanza era straordinaria, la scarsità ora è altrettanto straordinaria», ha riconosciuto Blázquez, che ha però messo subito in guardia dalla tentazione di supplire al calo numerico delle vocazioni «con soluzioni improvvisate e scorciatoie rischiose», insistendo invece sulla necessità di mantenere alto il livello della formazione.

Il congresso europeo sulle vocazioni, promosso nelle scorse settimane dal Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa (Ccee) ha del resto messo in luce in modo eloquente la fase di crisi che interessa il vecchio continente. Infatti, mentre il totale dei preti è in fase ascendente negli altri continenti (+1.133 unità per l’Africa, +1.104 in Asia, qualche decina in più nelle Americhe e in Oceania) in Europa si registra una forte diminuzione (-2.502 unità). In questa prospettiva, nel corso dell’incontro del Ccee, il territorio europeo è stato suddiviso in quattro macro aree.

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20 settembre 2019

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