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C’è un solo
futuro comune

· ​Nella preghiera e nel lavoro dei cristiani ·

"A 75 anni da quando questa straordinaria visione ha preso vita, Taizé continua ad attirare e a ispirare migliaia e migliaia di giovani in tutto il mondo. Taizé è un villaggio, è una comunità religiosa, ma ancor più è una casa spirituale, una stazione preziosa sul percorso della vita e un punto d’incontro con altri che seguono questo stesso cammino. Ciò vale sia quando essi s’incontrano qui, in questo luogo, sia quando s’incontrano nello spirito di Taizé in molte altre occasioni in giro per il mondo. L’attrazione verso un’esperienza di semplicità nella vita e nella preghiera testimonia in modo straordinario come tanti giovani diano una nuova espressione al motto centenario ora et labora, prega e lavora". E' quanto scrive Olav Fykse Tveit, segretario senerale del Consiglio ecumenico delle Chiese in un messagguio inviato alla comunità di Taizé per le celebrazioni conclusive dei tre anniversari del 2015: il centesimo della nascita (12 maggio) di fratel Roger; il settantacinquesimo di istituzione della comunità; il decimo della morte (16 agosto) del fondatore. "È fondamentale per noi, oggi - prosegue il messaggio -, onorare la verità spirituale profonda secondo cui viviamo insieme come unica famiglia umana e facciamo parte dell’intera rete della vita. Riconoscere che siamo collegati gli uni con gli altri è l’inizio della fiducia reciproca e della solidarietà, necessarie per cambiare e trasformare la realtà incerta che stiamo affrontando. Dobbiamo sentire nel profondo del cuore che la nostra appartenenza al Dio uno e trino comporta l’appartenenza gli uni agli altri e al creato. Questo vale sia oggi sia domani. Vivere insieme significa che il nostro futuro è legato in modo indissolubile al futuro dell’altro. C’è un solo futuro comune per tutti noi".

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18 marzo 2019

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