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C’è un mare aperto  in America Latina

· Il messaggio finale del secondo congresso continentale sulle vocazioni ·

Lanciare le reti del Vangelo nel marte aperto, nei moderni marosi dell’America Latina. Facendo unicamente affidamento sulla parola e la promessa del Signore Gesù. È l’invito che arriva al termine del secondo congresso continentale sulle vocazioni svoltosi a Cartago, in Costa Rica, dal 31 gennaio al 5 febbraio scorsi. Nel messaggio finale, che porta la firma del cardinale arcivescovo di Aparecida, Raymundo Damasceno Assis, presidente del Consiglio episcopale latinoamericano (Celam) viene ribadita la centralità della vocazione battesimale e del rinnovamento missionario perché «possa ripetersi il miracolo della abbondanza delle vocazioni». Evento che, con lo sguardo della fede, diventa possibile anche in un continente complesso come quello latinoamericano, dove alle antiche difficoltà d’ordine economico e sociale s’associano le sfide più recenti dettate dalla globalizzazione e dalla pervicace presenza delle sette religiose.

All’incontro, promosso dal dipartimento vocazioni e ministeri del Celam, in collaborazione con altri organismi ecclesiali, hanno preso parte una trentina di presuli, più di duecento sacerdoti, oltre un centinaio di religiosi e religiose e 120 laici in rappresentanza delle diverse conferenze episcopali oltre che di congregazioni religiose impegnate attivamente nella pastorale vocazionale. Ai partecipanti, come noto, ha inviato un messaggio Benedetto XVI. Messaggio che è stato ampiamente ripreso anche nel testo conclusivo dei lavori.

In particolare, vengono ricordate le parole con cui il Papa ribadisce come «la Chiesa, nel più profondo di sé, ha una dimensione vocazionale implicita già nel suo significato etimologico: “assemblea convocata” da Dio». E quindi, «la vita cristiana partecipa a sua volta a questa stessa dimensione vocazionale che caratterizza la Chiesa». Pertanto, «nell’animo di ogni cristiano risuona sempre e nuovamente quel “seguimi” di Gesù agli apostoli che cambiò per sempre la loro vita». Di qui, anche la sottolineatura della «vocazione battesimale, come un punto centrale di tutta l'azione pastorale della Chiesa». Punto di partenza, da cui «sviluppare percorsi e criteri specifici di animazione vocazionale». La pastorale vocazionale è «responsabilità» di tutto il popolo di Dio, «comincia in famiglia e continua nella comunità cristiana» per aiutare i giovani a scoprire il senso della vita e il progetto che Dio ha per ciascuno.

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20 settembre 2019

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