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C’è tanto di buono

· ​Il vicario foraneo del Basso Volturno sui pregiudizi che accompagnano gli immigrati ·

«Castel Volturno e il litorale casertano non meritano la martellante e denigratoria campagna portata avanti da alcuni mass media locali e nazionali ai danni degli immigrati: è vero, esiste qui un forte degrado ambientale, umano e sociale ma migrante non significa automaticamente delinquente»: sono parole che vengono dal cuore quelle usate da padre Antonio Guarino, vicario foraneo del Basso Volturno (arcidiocesi di Capua), in un’intervista concessa a «L’Osservatore Romano». Per far sentire più forte la protesta ha firmato con altri quattordici parroci della Forania un documento di denuncia, in cui si manifesta tutto il disappunto in merito a notizie apparse a inizio gennaio su stampa e tv, ancora oggi in circolazione, relative a efferati crimini commessi da immigrati nigeriani, definiti «improbabili».

Il degrado ambientale, umano e sociale di queste terre — scrivono i parroci — «è ormai noto e dibattuto da oltre vent’anni: nonostante ciò, alla denuncia dettagliata di personalità in ogni campo e soprattutto allo sforzo della Chiesa nonché di tante associazioni di volontariato, nulla, o quasi nulla, è mai seguito in termini di riforme e interventi strutturali». Così, rivela padre Guarino, «il documento è stato portato a conoscenza della Conferenza episcopale campana, riunita a Benevento, e l’arcivescovo di Capua, Salvatore Visco, ha assicurato che darà una veste ufficiale alla nostra nota elaborando un testo di appoggio all’iniziativa».

di Rosario Capomasi

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20 luglio 2019

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