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C’è scritto
nella Costituzione

· ​Nota dell’episcopato di rito latino sul dovere di tutelare la minoranza cristiana in India ·

«Far rispettare lo Stato di diritto e mettere un freno agli attacchi dei gruppi che inquinano la pace e l’armonia tra le comunità della nazione»: lo chiede al Governo la Conference of Catholic Bishops of India (Ccbi) in un comunicato diffuso al termine dell’assemblea plenaria svoltasi nei giorni scorsi a Bangalore, capoluogo dello Stato di Karnataka. 

Alla luce degli attacchi contro le chiese di New Delhi e contro istituzioni e fedeli cristiani in altre parti dell’India, i vescovi cattolici di rito latino ricordano che la Costituzione garantisce libertà di coscienza e di culto e uguaglianza e sottolineano che il silenzio delle istituzioni e dei tutori della legge dinanzi agli attacchi è «incomprensibile».

Per ricordare le aggressioni contro la minoranza cristiana, il 6 febbraio i presuli hanno organizzato una marcia per la pace e l’armonia culminata con una preghiera comune.
Nel comunicato della Ccbi — diffuso da AsiaNews — si legge tra l’altro che, «come cittadini di questo Paese, abbiamo ogni diritto di “uguaglianza davanti alla legge”, come garantito dall’articolo 14 della Costituzione, che stabilisce che “lo Stato non negherà ad alcuna persona l’uguaglianza dinanzi alla legge o l’uguale protezione delle leggi all’interno del territorio dell’India”, tantomeno “discriminerà alcun cittadino su base di religione, razza, casta, sesso o luogo di nascita” (articolo 15)».

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22 settembre 2019

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