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C’è l’Is dietro gli attacchi
Tunisi ripiomba nell’incubo terrorismo

· Preoccupazione anche per le condizioni di salute del presidente colpito da un malore ·

I due attentati che ieri mattina hanno colpito il cuore di Tunisi e riportato l’intero paese nel terrore, sono stati rivendicati dal sedicente Stato islamico (Is). Lo ha riferito l’istituto di intelligence sul terrorismo Site, riportando la rivendicazione pubblicata dall’agenzia Amaq, organo propagandistico dello stesso Is.

Momenti di paura a Tunisi dopo gli attentati (Afp)

Il bilancio dei due distinti attacchi kamikaze, entrambi localizzati nel centro città, alle porte dell’ingresso della Medina, è stato confermato essere di 3 vittime. Otto invece i feriti. Oltre ai due attentatori, nel primo attacco avvenuto nei pressi dell’ambasciata di Francia, ha infatti perso la vita anche un agente di polizia. Dalle più precise ricostruzioni effettuate dalla polizia tunisina antiterrorismo, i due attacchi sono avvenuti a meno di 30 minuti l’uno dall’altro. Il primo ha avuto luogo sull’Avenue de France intorno alle 10.50 ed è stato eseguito probabilmente per mano di una donna, la cui identità però non è ancora stata accertata. Una volta avvicinata una pattuglia di sicurezza, questa si sarebbe fatta esplodere attivando una cintura esplosiva, causando la morte dell’agente di sicurezza e ferendo due persone, tra le quali un civile. Mentre la seconda esplosione, avvertita intorno alle 11.20, ha interessato l’area d’ingresso della sede della polizia antiterrorismo di El Gorjani, una delle porte del centro storico. Anche in questo caso l’esplosivo era contenuto in una cintura esplosiva.

Su quanto accaduto sta indagando il polo giudiziario antiterrorismo di Tunisi, il cui portavoce, Sofien Sliti, ha riferito a media locali che al momento della detonazione gli agenti della sicurezza e i dirigenti di vari reparti dell’antiterrorismo si stavano preparando a uscire per intervenire sul luogo del primo attentato. Sei di loro sono rimasti feriti. Sliti ha specificato che l’attentatore ha tentato di entrare nello stabile di El Gorjani a bordo di una bicicletta, attraverso un ingresso sul retro. Non ha tuttavia fornito ulteriori dettagli circa l’identità dell’uomo per non intralciare gli sviluppi dell’inchiesta.

E a rendere ancora più teso il clima in cui è sprofondato il paese ieri, proprio all’indomani del quarto anniversario della strage sulle spiagge di Port El Kantaoui — meglio nota come Sousse, dove morirono 39 civili, principalmente turisti — è stato il malore che ha colto il presidente Beji Caid Essebsi. Trasportato d’urgenza all’ospedale militare di Tunisi, lo stato di salute del novantaduenne presidente, oggi sembra essere in via di miglioramento. A riferirlo è il figlio Hafedh, leader del partito modernista Nidaa Tounes, che ha fatto sapere che le condizioni del presidente sono ora stabili e in ripresa.

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19 settembre 2019

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