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C’è futuro
se si protegge il creato

· Incontro interreligioso a New York sui cambiamenti climatici ·

«Come rappresentanti di fedi e tradizioni religiose diverse, esprimiamo la nostra più viva preoccupazione per le conseguenze del cambiamento climatico sulla terra e sui suoi abitanti.

Il mutamento del clima è un pericolo per la vita, dono prezioso che abbiamo ricevuto e per il quale dobbiamo avere particolare cura»: con queste parole si apre il documento Climate, faith and hope: faith traditions together for a common future, sottoscritto da oltre trenta rappresentanti di organizzazioni ecumeniche, Chiese e comunità ecclesiali riunitesi a New York il 21 e 22 settembre per proseguire la comune riflessione sulla salvaguardia del creato. Con questo incontro, promosso dal World Council of Churches (Wcc) e da Religions for Peace, si è voluto offrire un contributo concreto e condiviso al dibattito sul comportamento da seguire di fronte ai cambiamenti climatici in atto che causano la morte di migliaia di persone, mettendo a rischio l’esistenza di intere comunità.

L’incontro, come è stato ricordato dal pastore Olav Fykse Tveit, segretario generale del Wcc, è nato dal desiderio di rispondere positivamente all’appello di Ban Ki-moon, segretario generale dell’Onu, per una consultazione mondiale sullo stato di salute del pianeta in modo da mettere in evidenza quanto si debba fare ancora per giungere alla sottoscrizione di un nuovo documento sui cambiamenti climatici nell’incontro che si terrà a Parigi nel 2015.

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11 dicembre 2019

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