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C'è fiducia nella Chiesa nonostante i tentativi di screditarla

· Il cardinale Bertone in visita alle Poste e alla Confindustria ·

«La Chiesa ha ancora una grande fiducia da parte dei fedeli» e, sebbene qualcuno cerchi «di minare questa fiducia», essa «ha con sé un aiuto speciale dall’alto». Lo ha sottolineato il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, parlando stamane, martedì 16 marzo, nella sede romana della Confindustria (nelle pagine quarta e quinta pubblichiamo ampi stralci del suo intervento).

Interpellato sui recenti casi di abuso che hanno investito la comunità cattolica in alcuni Paesi europei, il porporato ha evidenziato come i sondaggi dimostrino «un evidente calo di fiducia nei confronti delle istituzioni». Da qui l'auspicio affinché essa venga recuperata «con un senso alto di moralità, ognuno secondo le proprie responsabilità». Il cardinale ha poi aggiunto: «Purtroppo — e i media lo raccontano ampiamente — oggi è diffusa la cultura che considera normale, perciò accettabile se non addirittura da invidiare ed emulare, il prevalere della furbizia, del più organizzato, del più informato e del più ricco e potente». Per il segretario di Stato, ciò è frutto di una crisi di valori che ha anche determinato l’introduzione di un distorto modello di crescita, dovuto al crollo delle nascite. Per questo «si deve credere nella vita e sostenerla con tutti i mezzi, aiutando le famiglie a formarsi, sostenendo la nascita e la crescita dei figli».

Il modello di riferimento per il segretario di Stato è quello indicato da Benedetto XVI nella Caritas in veritate, la quale — ha aggiunto — auspica che anche «le imprese responsabili» vengano «assistite dalle istituzioni con la riforma degli ammortizzatori sociali, con sussidi indiretti, sgravi fiscali, creazione di posti di lavoro alternativi seguiti alle ristrutturazioni e alle conversioni di aziende». Licenziare, infatti, «è sempre una decisione dolorosa anche per la stessa impresa che si priva così di competenze che lei stessa ha concorso a creare». La soluzione migliore andrebbe dunque ricercata in una «sinergia tra le aziende e tutte le istituzioni» da portare avanti anche con «interventi appropriati», affinché la disoccupazione «non peggiori il reddito, lo stato sociale e la fiducia». In proposito però il porporato si è detto consapevole che «solo l’imprenditore può prendere in questo senso una decisione responsabile per la sua coscienza. Noi non vogliamo sostituirci agli imprenditori».

Affrontando infine il tema dell'immigrazione, il cardinale Bertone ha denunciato lo sfruttamento dei flussi migratori «secondo logiche disumane e non rispettose della persona. La Chiesa — ha spiegato — non sostiene che gli immigrati debbono essere accolti senza nessuna limitazione. Ma chiede che sia rispettata la loro dignità e non siano sfruttati e fatti vivere in condizioni indegne». Per questo «una preoccupazione importante deve riguardare la formazione da offrire agli immigrati, perché il loro apporto al mondo del lavoro sia più qualificato». «Formazione — ha precisato — che si dovrebbe andare a portare nei luoghi di partenza e passaggio degli immigrati».

E sul tema il cardinale Bertone ha inoltre ribadito che «c’è una perfetta sintonia tra il Papa e la Conferenza episcopale italiana», come testimoniato anche dal documento dei vescovi sul Mezzogiorno, ispirato all’enciclica Caritas in veritate e al suo richiamo all’etica e alla ricerca del bene comune. «E non poteva essere diversamente», ha concluso.

In precedenza il segretario di Stato aveva visitato la sede centrale delle Poste italiane per la benedizione delle nuove sale di controllo del Polo tecnologico di Roma. «La qualità e l'eccellenza straordinarie delle infrastrutture di una delle più grandi aziende del Paese», con oltre 150mila dipendenti, sono state sottolineate dal porporato, che ha però messo in evidenza come «la qualità del servizio» dipenda anche «dallo spirito con cui lo si svolge: al primo posto — ha detto — deve esserci l’amore della persona umana, specie quando si presenta debole e incerta, come accade agli anziani e ai disabili che si presentano agli sportelli». Per questo «dagli uffici postali, così diffusi in Italia, ci si attende — ha aggiunto — un’attitudine alla disponibilità e alla cortesia, soprattutto verso le categorie più bisognose e quanti si trovano in difficoltà». E ricordando la vocazione sociale delle poste, il cardinale si è detto consapevole che gli impegni assillanti rischiano di far dimenticare come questo servizio sia un dono anche per chi lo rende, «una vera missione da vivere a servizio della comunità».

Le sale visitate dal cardinale permettono di controllare in tempo reale gli oltre quattordicimila uffici postali sparsi sul territorio nazionale e i canali on line, vigilando su seimila cash dispenser e ben settantamila postazioni di lavoro, dove si effettuano ogni giorno almeno venti milioni di transazioni. Al segretario di Stato sono state mostrate le cabine da cui si combattono le truffe su internet. Nei pochi minuti nei quali egli ha sostato davanti ai monitor, ne sono state individuate una ventina, quasi tutte provenienti da server dell’Europa orientale.

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