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C’è bisogno
di pregare per la pace

· ​All’udienza generale l’appello a cristiani, ebrei e musulmani ·

Eric Rimmington, «Il ritorno del figliol prodigo»

«Nel nostro tempo c’è tanto bisogno di pregare per la pace»: è il nuovo accorato appello del Papa a «cristiani, ebrei e musulmani» alla vigilia dell’iniziativa «Un minuto per la pace», che si svolge giovedì in diversi paesi in ricordo dell’incontro dell’8 giugno 2014 in Vaticano tra il Pontefice e i presidenti israeliano e palestinese. Francesco lo ha lanciato al termine dell’udienza generale di mercoledì 7, salutando i gruppi di fedeli presenti in piazza San Pietro.

In precedenza, proseguendo le catechesi sulla speranza cristiana alla luce della Scrittura, il Papa aveva parlato della preghiera di Gesù (Luca 11, v1-4) soffermandosi in particolare sul Padre nostro. Infatti, ha spiegato, «tutto il mistero della preghiera cristiana si riassume qui, in questa parola: avere il coraggio di chiamare Dio con il nome di Padre».

Per questo, ha proseguito, «non siamo mai soli. Possiamo essere lontani, ostili», addirittura «potremmo anche professarci “senza Dio”. Ma Dio non può stare senza di noi: lui non sarà mai un Dio “senza l’uomo”; è lui che non può stare senza di noi, e questo è un mistero grande! E questa certezza — ha concluso — è la sorgente della nostra speranza».

La catechesi del Papa

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18 ottobre 2019

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