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Cattedralmente vostro

· Architettura, disegni, influsso degli orologi ·

È uno dei simboli del cattolicesimo nel nord Europa e, nello stesso tempo, è il simbolo di una delle capitali del continente: compie mille anni la cattedrale di Strasburgo, Notre-Dame, e i secoli non hanno intaccato il suo legame con la città francese e con i milioni di fedeli che, da tutto il mondo, la visitano. Per l’occasione sono in programma numerose iniziative: performance artistiche, eventi musicali, convegni, visite anche virtuali.

Occasione unica è la mostra Cathédralement vôtre. Tomi Ungerer – John Howe (fino al 6 ottobre al museo Tomi Ungerer - Centro internazionale dell’Illustrazione), dove sono esposti oltre 150 disegni ispirati dalla cattedrale. L’evento non è soltanto l’esposizione dei lavori di due grandi disegnatori ma è, soprattutto, l’occasione per scoprire l’influenza esercitata da Nostra Signora di Strasburgo su due importanti e diverse personalità artistiche.
Va ricordato che per entrambe il successo professionale non è arrivato da opere dedicate alla cattedrale, anzi, i loro percorsi sono quanto di più lontano possa esserci da una chiesa. Eppure la straordinaria architettura di Notre-Dame, le sue forme, luci e ombre, la sua torre e le sue navate, nonché la storia, ormai millenaria, e il legame con la città hanno catturato la loro immaginazione, ispirandoli. «Se la cattedrale è una mia responsabilità — ha dichiarato Tomi Ungerer, classe 1931, strasburghese doc, uno dei più noti (e anche dibattuti) disegnatori francesi — è per le mie radici di orologi». Il riferimento è alla sua famiglia, dinastia di orologiai impegnati anche nella cattedrale: tra il 1838 e il 1842 il prozio Albert e il bisnonno Auguste-Théodore lavorarono alla riparazione dello splendido orologio astronomico della cattedrale su progetto di Jean-Baptiste Schwilgué. I disegni di Tomi Ungerer, per lo più realizzati tra il 1990 e il 2010, provengono dall’archivio del museo che conserva i documenti di famiglia.
Ancora più curiosa è la storia professionale dell’altro protagonista dell’evento: John Howe, cinquantottenne illustratore canadese, diventato famoso in tutto il mondo per i suoi disegni de Il Signore degli Anelli e partecipando anche alla realizzazione del film come visual designer. Strasburgo la conosce bene, perché ha studiato alla scuola di arti decorative; ora, per la prima volta, la città ospita i suoi lavori dallo stile fantasy. Per lui Notre-Dame è una continua fonte di ispirazione, tanto da dedicarvi, già nel 1987, il volume Cathedral, ripubblicato nel 1994.
I disegni di Ungerer e Howe non sono però i soli: si va dalla serie di schizzi Mille vues de la cathédrale, dell’architetto Laurent Kohler, a singoli disegni, come la vignetta satirica D’Ayedolle, del caricaturista André Wenger. E una menzione la merita l’istallazione contemporanea dell’artista plasticista Daniel Depoutot: con il musicista Michel Reverdy ha costruito un monumentale orologio astronomico tutto realizzato con materiale riciclato. Posto su una struttura a ponteggi, inizialmente doveva essere ospitato all’interno della cattedrale, ma — per ragioni di sicurezza — si è optato per uno spazio aperto. Visionario, surreale, un mix tra movimento e suono, il suo “orologio del millennio” è un omaggio, una quarta versione di uno dei capolavori conservati all’interno di Nostra Signora di Strasburgo.
In occasione di questo importante anniversario, passato e futuro si fondono in città, attorno al suo simbolo, la cui prima pietra venne posta nel 1015 dal vescovo Werner von Habsburg, mentre l’ultima nel 1439, anno in cui si conclusero ufficialmente i lavori.

di Simona Verrazzo 

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18 marzo 2019

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